La Nuova Ferrara

Ferrara

Le reazioni in città

Ferrara, picchiato perchè gay. Presto uno sportello contro l’omofobia

di Alessandra Mura
Filippo Bergamini
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Filippo Bergamini

Ieri sindaco e assessore Felletti hanno incontrato la vittima. L’avvocato: «Indagini a una svolta, un grazie alla polizia»

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FERRARA. Da quel giorno ha smesso di percorrere la solita strada per andare a lavorare. Preferisce fare un tragitto un po’ più lungo pur di evitare corso Porta Reno, dove due settimane fa è stato aggredito, insultato e malmenato da alcuni ragazzi perché omosessuale. Filippo Bergamini, 27 anni, vittima dell’odio e dell’intolleranza, porta ferite ben più profonde di quelle che, secondo i medici, guariranno in trenta giorni. Lo hanno capito fin troppo bene il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore Annalisa Felletti, che ieri hanno voluto incontrarlo per manifestargli la piena solidarietà della giunta e, insieme, della città.

Ad accompagnare Filippo, l’avvocato Luca Morassutto, tra i maggiori esperti di diritti civili, di omofobia e transfobia. Che ha colto l’occasione per esprimere soddisfazione per l’operato degli inquirenti: «Le indagini sono a una svolta grazie alla Squadra mobile che ha lavorato in modo straordinario, e che voglio qui ringraziare pubblicamente».

L’incontro di ieri è servito anche a concordare un’azione comune con l’amministrazione, che vada al di là dell’aspetto penalmente perseguibile: «Se le indagini porteranno a individuare dei minorenni come responsabili dell’aggressione non potremo costituirci parte civile - spiega Morassutto - In tal caso chiederemo l’intervento pervasivo dei servizi sociali, attraverso una memoria. Perché questo non è solo un problema di ordine pubblico, ma educativo. E non siamo tenuti a tollerare l’intolleranza». Sulla stessa linea d’onda l’assessore Felletti, che annuncia che il Comune sarà al fianco della vittima, manifestando dissenso e una netta presa di distanza da ogni atteggiamento discriminatorio. «Se gli aggressori saranno individuati, torneremo a esporre lo striscione con la scritta “Ferrara condanna l’omofobia”. E se si dovesse trattare di maggiorenni, l’amministrazione sarà parte civile».

Tra le iniziative in cantiere, anche un incontro con lettura di brani tratti da processi per reati di omofobia, da tenersi in Galleria Matteotti, vicino al luogo dell’aggressione, con la partecipazione di docenti universitari e dello stesso avvocato Morassutto. «Parlando con Filippo - conclude Felletti - sono rimasta colpita nel sentirlo dire di essere “abituato” a essere attaccato per la sua omosessualità. Ma a questo non si può e non ci si deve abituare. Per questo stiamo lavorando, di concerto con le associazioni Lgbt, all’apertura di uno Sportello per denunciare episodi di omofobia, e che avrà sede in via Ripagrande. A ribadire che Ferrara respinge ogni forma di discriminazione».

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