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Una poesia in dialetto per l’ultimo saluto a Otto

Una poesia in dialetto per l’ultimo saluto a Otto

Voghiera, commozione durante la lettura dell’amico Francesco Pasini Don Andrea: «Quando arrivai qui mi accolse con una pila di libri»

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VOGHIERA. Quando un'intera comunità si ferma a riflettere, pensare, piangere, significa che la ferita è difficilmente rimarginabile. Lutto cittadino, negozi chiusi, serrande abbassate, il paese stretto attorno al feretro. Ottorino Bacilieri era la comunità. O forse le comunità: Voghiera, Voghenza, Portomaggiore, Masi. L'elenco potrebbe continuare e non rappresenterebbe quell'anima tanto profonda quanto illustre che ha saputo col suo lavoro, la sua passione, la sua grandezza impregnare e irraggiare. Il saluto dei concittadini, delle istituzioni locali e territoriali, degli ex colleghi di scuola, dei suoi studenti che tanto amava, ma anche dei rappresentanti della Sovrintendenza regionale e nazionale è stato sobrio, una carezza su quella bara che lascia increduli sul monumento appena scomparso. Se la chiesetta di Voghiera ha faticato a contenere quanti hanno condiviso con lui giornate di lavoro, come semplici saluti per le vie della cittadina o delle campagne, difficilmente l'eco dei suoi studi, alcuni ancora in corso di pubblicazione, come dei suoi eventi o dei suoi sorrisi, sarà dimenticato. Ad accompagnare il feretro e la famiglia, vi era don Andrea Masini, sacerdote di Voghiera che nell'omelia ha ricordato i momenti del suo arrivo alla parrocchia accolto dallo stesso Bacilieri. «Il nostro primo incontro - ha raccontato - risaliva al mio arrivo qui nel 2008. Ero spaesato. Lui venne ad accogliermi con una pila di libri sulla storia del territorio. Un particolare che faceva parte di se, del suo smisurato amore per la cultura. Una cultura di approfondimento, di ricerca, di lavoro e studio. L'ultimo nostro incontro, invece, è stato a inizio settembre, quando lo passai a trovare per una visita. Sul volto la sofferenza. In quell'occasione, gli feci una battuta. Gli chiesi se potevo dire una preghiera per lui. Accettò molto volentieri. Entrambi, dal primo all'ultimo incontro, avevamo fatto qualcosa per l'altro». Prima dell’intervento di Chiara Cavicchi, vi è stata l'emozionante lettura di una poesia dialettale di Pasini, poesia che ha commosso tutti i presenti. Alla funzione funebre, c’erano il sindaco portuense Nicola Minarelli, seguito dall'assessore Tavassi e dal presidente Pro Loco Ravaglia, i vertici di EmilBanca, Mongardi e Sprocati, con cui collaborava in occasione delle fiere di aglio e salamina, molti colleghi della scuola media portuense insieme a gruppi di studenti che aveva guidato nella crescita quando era insegnante di educazione fisica, i rappresentanti militari del territorio, l'associazionismo voghierese, gli attuali amministratori, nonché gli amici del Circolo Fotografico Il Girasole. All'uscita della bara, in tutta la piazza è scrosciato un fortissimo applauso.

Enrico Menegatti

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