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Comacchio e Ostellato: verità sulla torba che brucia

di Annarita Bova
Comacchio e Ostellato: verità sulla torba che brucia

Il dirigente provinciale Finco: "Autocombustione? Noin scherziamo, i fuochi sono stati accesi da qualcuno. Il sindaco Fabbri: "Procediamo con i carotaggi come è stato concordato"

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COMACCHIO. Ormai le lamentele per la puzza di bruciato sono all’ordine del giorno a Comacchio. Telefonate agli Iat, alla polizia municipale come anche ai vigili del fuoco e la risposta è sempre quella: «È il Mezzano, è la puzza di torba». Anche a fine settembre? «Sì anche a fine settembre, potete stare tranquilli». Davvero? «Come cittadino non metto in dubbio che la situazione nel Mezzano sia esattamente come illustrata dai tecnici in queste settimane - dice Marco Fabbri - ma come sindaco ho dei doveri ben precisi nei confronti della Comunità che rappresento. Ecco perché non posso “aspettare che passi” ma mi sento in dovere di rinnovare l’invito ad effettuare quanto prima tutti i carotaggi che servono per far luce sulla questione».

Sollecitare i controlli. E aggiunge, «Arpa è e resta il nostro entro di riferimento - spiega Fabbri - considerata anche la serietà e la professionalità che ha sempre dimostrato. Non appena sarà possibile (adesso i campi allagati devono asciugarsi e i focolai spegnersi) spero si proceda come concordato durante il tavolo provinciale. Chi su vuole affidare ai provati faccia pure, più pareri ci sono e meglio è». «Mi preme specificare che il Comune di Comacchio viene tirato in ballo solo per una questione geografica e di correnti. Il Mezzano non fa parte del nostro territorio di competenza e sono i colleghi sindaci degli altri comuni che stanno facendo il possibile. Basta parlare con i contadini per capire che il fenomeno dell’autocombustione c’è sempre stato, non è mica una novità. Sicuramente respirare fumo non è positivo, ci mancherebbe. Ma è anche vero che basta leggere i dati disponibili sul sito dell’Arpa per capire come la qualità dell’aria resta buona, nelle città si respira di peggio...».

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Incendi dolosi. «Non esiste alcuna autocombustione, non diciamo cose prive di fondamento - sostiene con forza Renato Finco, responsabile Agricoltura sostenibile, Caccia ed Aree protette della Provincia di Ferrara - Qualcuno il fuoco lo accende e il tutto è partito dalle mani dell’uomo. Poi la torba, e lo abbiamo spiegato più e più volte, continua a bruciare anche per giorni, così come avviene in diversi punti del boschetto. Tre, per l’esattezza e la zona è circoscritta». E aggiunge, «l’estate caldissima che abbiamo avuto, l’assenza di precipitazioni e temperature che restano alte anche a fine settembre certo non aiutano e la torba va avanti a bruciare. Parlare alle nostre latitudini di autocombustione è assurdo. L’anno scorso, d’estate, non ha fatto altro che piovere, ecco perché nulladi simile è successo. Ci sono dei responsabili e speriamo vengano individuati». E i carotaggi verranno fatti? «Sì, sì, ma non è mica la prima volta che si interviene nel Mezzano. La storia dei fanghi e dei rifiuti è vecchia, vecchissima e ciclicamente si è proceduto con tutte le analisi del caso. La puzza è di torba, non di plastica o altre cose. E dà fastidio, ma solo questo. Non c’è altro da aggiungere».

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