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Cena alla salmonella: dopo due anni nessun risarcimento

di Alessandra Mura
Cena alla salmonella: dopo due anni nessun risarcimento

Il giudice aveva condannato il College a rifondere 13 ragazzi. Ma di quei 30mila euro non hanno ancora visto traccia

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Nel maggio del 2013 il Tribunale Civile di Ferrara condannò il “College” a risarcire tredici ragazzi rimasti intossicati dal mascarpone alla salmonella consumato nel locale. Ma, a distanza di due anni dalla sentenza e a sette dai fatti, i danneggiati non hanno ancora visto un solo euro. E i loro legali si sono visti costretti ad avviare un’ulteriore azione nei confronti degli ex gestori del discopub per ottenere quanto gli spetta. Una situazione complicata dal fatto che, nel frattempo, il locale è fallito ed è subentrato un liquidatore, il segretario provinciale del Silb Michele Moretti.

«Nonostante il chiaro pronunciamento del giudice civile - commenta uno degli avvocati dei tredici giovani finiti al pronto soccorso con forti disturbi gastrointestinali - la società Carolina srl non ha ancora provveduto a rifondere i danni subiti dai nostri assistiti». La somma totale stabilita dal giudice si aggira attorno ai 30mila euro, in media 1.600 per ogni parte lesa, tra danno patrimoniale (1365 euro) e spese mediche. In un caso, però, il risarcimento è arrivato a toccare la somma di 5000 euro perché le conseguenze furono più serie. L’intossicazione collettiva avvenne nel corso di due cene nelle serate del 24 e del 25 ottobre del 2008: circa un centinaio di persone fu costretta a ricorrere alle cure mediche dopo aver mangiato il mascarpone, e tredici di loro intentarono in seguito una causa civile contro il locale di via Arianuova. Nelle motivazioni della sentenza in cui condannava il College a rifondere le parti lese, il giudice aveva “scagionato” le uova utilizzate per preparare il dolce (e, di conseguenza, fornitore e produttore), individuando le cause nelle condizioni in cui il mascarpone era stato conservato prima di essere servito ai clienti: in particolare le cucine erano troppo piccole per poter preparare un numero così alto di porzioni, e mancava un abbattitore di temperatura per mantenere la freschezza del prodotto. Per questo, secondo il giudice, il locale era il solo responsabile dell’intossicazione da salmonella e il solo tenuto a risarcire.

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