«La Cgil non ha preso la giusta distanza»
Vitellio (Pd) : «Mi aspettavo la condanna di atti antidemocratici. Ma quale rabbia, c’è voglia di discutere sulla Buona Scuola»
Il primo comunicato firmato da tutti i sindacati della scuola (più Anpi e associazioni studentesche) prendeva distanze minime, quasi inesistenti, dalla contestazione che ha impedito al ministro Stefania Giannini di parlare. Poi è arrivato il comunicato della segreteria Cgil (vedi la Nuova di ieri e pag. 26 di oggi). È su questo secondo documento che verte l’intervista con il segretario provinciale del Pd Luigi Vitellio.
Che gliene pare della parte dedicata alla serata del 17?
Mentre leggevo il comunicato di un organizzazione democratica come la Cgil mi aspettavo di imbattermi in una presa di distanze chiara e netta rispetto a quanto è successo giovedì sera in piazzetta S. Nicolò. Così non è stato, ne prende atto con una certa amarezza.
Serve una verifica con la Cgil.
Le verifiche di maggioranza si fanno tra forze politiche, non fra partiti e sindacati. Poi, cosa vuole, le porte del Pd sono sempre aperte. Proprio ieri abbiamo incontrato una delegazione dello Spi che ci ha sottoposto un problema da risolvere. Ci siamo e ci saremo sempre per affrontare le crisi aziendale, ci siamo anche per guardare, per dare diritti a chi non li ha, per creare nuove opportunità di lavoro.
A proposito di occupazione e sviluppo c’è il Patto per il lavoro firmato a livello regionale. La Cgil ferrarese l’ha valutato positivamente dicendo che in Emilia con Bonaccini si fanno accordi concertati di “prodiana memoria” che invece con il governo Renzi sono impossibili.
Il Patto per il lavoro è un bel banco di prova per tutti che però non deve essere usato per differenziare il Pd. Il Pd è lo stesso a Ferrara, a Bologna e a Roma. Se il sindacato non fa accordi a Roma forse c’è qualcosa nel sindacato a Roma che non funziona.
La Cgil ferrarese sostiene che la concertazione è bandita dal governo.
La concertazione non è un valore in sè, è un valore se produce risultati sostanziali, altrimenti è solo vecchia liturgia. Le persone normali vogliono risposte, l’Italia ha bisogno di risposte, di riforme, di una speranza per il futuro: il Pd c’è per questo.
Il comunicato della Cgil dice che se non si tiene conto ce non si capisce che la rabbia è suscitata da riforme “imposte” come quella della Buona Scuola, è perfino “patetico” chiedere di riaprire un confronto.
Qualcuno dopo i fatti di giovedì ci aveva suggerito di non fare altri dibattiti. Invece li abbiamo confermati e abbiamo fatto bene. Sabato sera al dibattito con Luigi Berlinguer c’erano trecento persone, c’era più gente di giovedì sera. C’erano tanti insegnanti, donne e uomini, che sono venuti ad ascoltare e a discutere. Molti di loro sono critici sulla riforma, ma erano lì per capire. Se qualcuno vuole realmente confrontarsi trova la porta del Pd spalancata. Non abbiamo paura del dialogo, nè del confronto duro, ma il dialogo è possibile se dall’altra parte c’è qualcuno che vuole dialogare. Io tutta questa rabbia non l’ho vista, anche se è chiaro che quando si cambia si incontrano resistenze, è fisiologico. Sento parlare di deportazione degli insegnanti, ma non si dice che il 97% ha accettato l’incarico. Questa è anche la prima riforma della scuola che nella scuola mette soldi. Certo sarebbe stato più comodo non farla la riforma, ma una forza di sinistra non può pensare al futuro e lasciare la scuola così com’è. Per fare le riforme serve anche coraggio e il Pd ha il coraggio di governare.
Col senno di poi non sarebbe stato meglio da parte sua evitare l’espressione “metodi fascisti”? Forse non ha aiutato a far lievitare il dibattito e ha offerto il destro a facili semplificazioni del tipo è “la Buona Scuola ad essere fascista”.
Non credo di aver offerto il destro a chi voleva unicamente attaccare il Pd. Credo che quando si fa politica bisogna avere anche la capacità di usare parole forti per suscitare discussioni forti. Vogliamo dire, quantomeno, che c’è stato un atteggiamento antidemocratico che ha impedito a un ministro di parlare? In ogni caso quella mia espressione è stata utile, molto utile per capire ...
Allude alla reazione della coordinatrice di Sel Alessandra Tuffanelli?
Anche.
La verifica con Sel l’avete fissata?
C’è già stato un contatto, ci siamo sentiti, la data non c’è ma l’incontro si farà al più preso per sciogliere i nodi politici.
Marcello Pradarelli
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