«La mia odissea con le Poste per estinguere un libretto»
È una storia di burocrazia malata ma soprattutto di scarso servizio nei confronti dell’utenza, quella denunciata alla Nuova Ferrara da Davide Zamagni, un ferrarese residente in Germania. Lo scorso...
È una storia di burocrazia malata ma soprattutto di scarso servizio nei confronti dell’utenza, quella denunciata alla Nuova Ferrara da Davide Zamagni, un ferrarese residente in Germania.
Lo scorso anno dopo la morte della nonna voleva estinguere in qualità di erede il suo libretto postale, ma ha dovuto inciampare in un inconcludente balletto, primo con frenetiche telefonate dalla Germania, senza alcuna risposta e poi con viaggi all’ufficio postale ferrarese di via Bologna per risolvere la pratica di successione. In un primo tempo dopo ripetute telefonate dall’estero inconcludenti, fatte in orario di lavoro che coincideva con l’apertura dell’ufficio postale, Zamagni si è recato all’ufficio postale di via Bologna: la direttrice ha cercato di prendere tempo riferendo tramite un’impiegata che occorreva la necessaria documentazione, pensando che ne fosse sprovvisto. E una volta presentata, l’utente ferrarese si è sentito nuovamente respinto. Zamagni si è presentato per ben tre volte all’ufficio postale in periodi successivi chiedendo di parlare con la direttrice, l’unica che poteva sbrigare la pratica di successione. Risultato: Zamagni in tutta questa odissea durata un anno non ha mai visto in faccia e nemmeno parlato anche al telefono con questa direttrice dell’ufficio postale. Zamagni, proprio per le sue difficoltà logistiche a venire a Ferrara, abitando e lavorando in Germania, avrebbe sicuramente meritato un trattamento migliore. È stato trattato peggio di un pacco postale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google