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la verifica vista da centrodestra e M5s

Opposizioni speranzose: si è aperto un buco nella diga

Lo scontro Pd-Sel? «Un forellino nella diga di questa maggioranza, che nell’immediato non causerà crolli ma quando si ripeterà...». È speranzosa, l’opposizione, di poter osservare l’inizio di uno...

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Lo scontro Pd-Sel? «Un forellino nella diga di questa maggioranza, che nell’immediato non causerà crolli ma quando si ripeterà...». È speranzosa, l’opposizione, di poter osservare l’inizio di uno sgretolamento della compattezza dello schieramento di governo che, storicamente, a Ferrara molto di rado mostra crepe profonde. «Del resto - è il ragionamento di Vittorio Anselmi, capogruppo di Forza Italia - dietro Sel c’è la galassia delle forze che si oppongono alle politiche liberiste, e le contraddizioni nazionali non possono non farsi sentire anche a livello nazionale. Il consigliere Leonardo Fiorentini è dotato di grande onestà intellettuale, mi aspetto che agisca di conseguenza. Quanto alla contestazione alla ministra, dico al Pd “bentornato sulla terra”: quando queste armi venivano usate contro la Gelmini, ad esempio, erano considerate lecite. Ora forse i democratici sono a caccia di qualcuno che porga loro scuse, se non dovesse succedere l’ipotesi-epurazione potrebbe anche avverarsi».

Sulle contraddizioni interne alla maggioranza picchia anche Ilaria Morghen, capogruppo M5S: «A Roma, Bologna, nel Veneto Pd e Sel sono ai ferri corti, a Ferrara ricordo che il nostro gruppo mise da subito in evidenza come la posizione di Annalisa Felletti, all’opposizione della maggioranza con il Pd a Codigoro, e assessore qui, sia contradditoria dal punto di vista etico e politico. Vedere poi il consigliere Fiorentini uscire dall’aula quando parla il suo assessore, com’è successo lunedì, suggerisce problemi di sintonia interni a Sel. È la conferma che la nostra scelta di non piegarci ad alleanze, come garanzia di buona amministrazione, è l’atteggiamento giusto: la mancanza di coerenza e l’attaccamento alle poltrone le lasciamo ai partiti tradizionali».

Paolo Spath (Fratelli d’Italia) si spinge fino a “invitare” Fiorentini sui banchi dell’opposizione, «noi lo accoglieremmo a braccia aperte, sarebbe una mossa coerente per dare credibilità a certe battaglie, anche se capisco che si a più comodo sedersi sulle poltrone di maggioranza o fare l’assessore. Noi intendiamo comunque presentare subito un documento consiliare sul problema della riforma scolastica». Per il consigliere Fdi, in ogni caso, «il Pd non è abituato alla contestazione, o la pensi come loro o sei automaticamente un fascista. Nel caso del ministro, peraltro, si trattava solo di contestazioni verbali, non atti di violenza, mentre la reazione (“merde”, “fascisti”) è stata eccessiva. Faccio presente che in tanti giorni di dibattito della festa Pd dedicata alla scuola, mai è stato offerto un tavolo di confronto agli insegnanti». (s.c.)

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