Quei capannoni riempiti con i rifiuti
Tra il 1998 e il 2002 scoperte nel Ferrarese vere “bombe ecologiche”, con scarti di tutto il nord Italia
BONDENO. Rifiuti interrati nel Mezzano? Un’ipotesi che non è fine a se stessa. Basta ricordare quanto accaduto a Cantalupo, località del Comune di Bondeno, nel giugno 2011, quando il cedimento di un condominio portò alla luce che sotto le fondamenta dell’edificio c’era un’elevata concentrazione di sostanze inquinanti: e mentre le famiglie che dovettero lasciare il condominio per i motivi strutturali sono state risarcite, ancora non si è fatta chiarezza su chi e quando interrò i rifiuti in quel terreno. Ma quello di Cantalupo è solo l’ultimo esempio in ordine di tempo. Infatti tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, sia l’Alto Ferrarese sia il Basso Ferrarese furono teatro di una vera e propria serie di scoperte di capannoni industriali ceduti a società che li riempirono di rifiuti, arrivati in particolare dal Milanese. Il primo episodio, che diede il via a una serie di accertamenti che portarono alla scoperta di casi analoghi, si registrò nell’ottobre 1998 nel territorio di Codigoro, quando tecnici dell’Arpa individuarono una discarica di rifiuti ecotossici in capannoni della zona ex Cartiera. Nemmeno un mese dopo una scoperta analoga fu fatta nel cortile dietro i capannoni dell’ex Eurolidi, a risoddo della statale Romea, a San Giuseppe , nel Comacchiese.Oltre 100 tonnellate di rifiuti tossici (in particolare vernici e diluenti) arrivata, come accertarono carabinieri di Comacchio e tecnici dell’Arpa, dalla Lombardia. E in dicembre dello stesso anno, altro episodio, questa volta a Bondeno: circa 500 tonnellate di rifiuti urbani vennero trovati in capannoni di via Palladio, dati in affitto a un’azienda poi “sparita”.
Ma l’apice fu raggiunto nella primavera 2000, quando a Cassana e a Tresigallo vennero scoperti capannoni colmi di rifiuti: scoperta che portò la procura di Ferrara e i Noe (nucleo operativo ecologico) a ritenere che il Ferrarese fosse diventato una sorta di pattumiera del Nord Italia: per questa vicenda un 45enne patteggiò otto mesi di pena. E non va dimenticata un’altra vicenda, accaduta ancora a Bondeno: nel 2001 un’azienda di lavorazione rifiuti venne chiusa per concentrazioni superiori all’autorizzazione; a distanza di 14 anni l’area è ancora da bonificare. E a Bosco Mesola, nel 2002, una discarica abusiva fu scoperta da Corpo Forestale, portando alla luce un’attività illecita di stoccaggio di rifiuti speciali.
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