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Ricerche sospese, nessuna traccia

Ricerche sospese, nessuna traccia

Gli inquirenti dicono stop dopo una settimana di controlli tra Aguscello e Mizzana

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Hanno cercato dappertutto: partendo dalla casa di Aguscello, in via Ricciarelli, la stessa strada che hanno percorso i sequestratori di Tartari, per scappare, portando via l’anziano con l’auto rubata dal garage di casa, quella Opel Corsa diventata, poi, una volta abbandonata al cimitero di Mizzana, una delle chiavi della soluzione del mistero. Hanno cercato ancora, per questo, a Mizzana, nell’area attorno al cimitero senza nessun risultato. Con ogni mezzo, con un spiegamento forze mai visto a Ferrara, a memoria di cronista: alla fine, come già annunciato, la procura e la polizia hanno deciso per lo stop. Le ricerche sono state sospese, perchè «infruttose» e soprattutto «dispendiose». In oltre una settimana di ricerche, spiega un inquirente senza nascondere amarezza e palese insoddisfazione, non è stata trovata nessuna traccia, niente di niente. E dire che la zona tra Aguscello e Mizzana è stata mappata con una meticolosità impressionante: una task-force che ha visto la Polizia provinciale coinvolta nelle battute e a sua volta cercando durante i servizi, di attivare pescatori, cacciatori e tutti coloro in giro per le campagne interessate dalle ricerche. Uno sforzo anche da parte del Corpo forestale dello Stato, in azione in tutta la zona di Aguscello e ancora i vigili del fuoco con un ruolo primario, quello dei controlli in acqua: una intera giornata dalla Darsena cittadina verso il Boicelli, con i sommozzatori che hanno perlustrato i punti del canale, sotto i viadotti e le strade che lo incrociano, per tentare di trovare in acqua indizi, riscontri, nel caso Tartari fosse stato gettato lì. Niente anche in questo in caso. E che dire dei controlli dall’alto: nella task-force non sono mai stati coinvolti in oltre una settimana i carabinieri nè la protezione civile - come vorrebbe il protocollo della prefettura in caso di persone scomparse, come e come si apprende da addetti ai lavori -, ma è stato chiesto il contrinuto di una agenzia privata per le ricerche dall’alto con i droni, con paramotore e infine anche con i cani molecolari. Che hanno fiutato poco o nulla, se non all’ultimo giorno davanti al cimitero di Mizzana, dei sacchi di rifiuti con cemento-amianto all’interno.

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