La Nuova Ferrara

Ferrara

comacchio

“Uscire dalla violenza”, il progetto

COMACCHIO. “Uscire dalla violenza si può! Non sei sola” non è solo lo slogan con cui ieri mattina a Palazzo Bellini è stato presentato il nuovo “Sportello antiviolenza Iris”, ma vuole essere anche un...

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. “Uscire dalla violenza si può! Non sei sola” non è solo lo slogan con cui ieri mattina a Palazzo Bellini è stato presentato il nuovo “Sportello antiviolenza Iris”, ma vuole essere anche un incoraggiamento verso le donne vittima della violenza di genere, a lasciarsi aiutare, grazie ad una fitta rete istituzionale, attivata con il progetto “Penelope: donne che tessono reti.” A Comacchio in via Spina 34 e a Codigoro in Piazza Matteotti 60 è stato aperto «un punto di accoglienza e di ascolto per le donne che subiscono violenza», ha spiegato Patrizia Buzzi, responsabile del servizio Pari Opportunità, in forza di un protocollo di intesa tra i Comuni di Comacchio e Codigoro, la Regione, il Centro Donna e Giustizia di Ferrara, la cooperativa Girogirotondo e le associazioni femminili, che operano sul territorio. «Alle donne che necessitano di accoglienza urgente – ha aggiunto – viene assicurata anche l'accoglienza in appartamenti con garanzia di riservatezza». Carla Carli, direttore della cooperativa Girogirotondo, ha rimarcato come «la nostra è una realtà femminile, da sempre attenta alle esigenze delle donne. Faremo formazione, ma daremo anche informazioni e un supporto importante con la nostra consulente, la psicologa Angela Gamberini». Ines Cavicchioli, dirigente scolastica reggente dell'Istituto comprensivo di Porto Garibaldi ha confermato il pieno sostegno della scuola, anche in prospettiva del coinvolgimento delle famiglie, a sostegno di «una cultura di genere basata sulla prevenzione». Entusiasta di aderire al progetto anche Ornella Farinelli, Udi Spazio Donna di Comacchio. L’assessore alle pari opportunità Alice Carli, dopo aver ringraziato l'Arma dei carabinieri, il Centro Donna e Giustizia, rappresentato da Monica Borghi ed Elisabetta Pavani per la collaborazione, oltre a tutti gli altri enti in campo, ha assicurato che “il progetto è ambizioso, siamo donne che ce la fanno perché hanno risorse importanti e sanno mettersi al servizio delle donne in difficoltà». D’accordo l’assessore di Codigoro Graziella Ferretti, che si è detta certa del sostegno economico costante della Regione, «perchè faremo di tutto per far funzionare bene il progetto».

Katia Romagnoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google