Tiene l'inchiesta Tartari, resta in carcere accusato di rapina violenta
Il giovane arrestato da procura e polizia interrogato dal giudice che ha convalidato il fermo e deciso il provvedimento in cella per pericolo di fuga e inquinamento delle prove
FERRARA - Resta in carcere con l’accusa di rapina aggravata, in corcorso con almeno altre due persone, accusato anche di uso indebito di tessere bancomat e carte di credito. Deve restare in cella perchè può scappare e iqnuinare le prove. Così ha deciso il gip Silvia Marini stamane, a conclusione dell’udienza di convalida del fermo deciso da procura e polizia nei confronti di Costantin Fiti, 22 anni, giovane rumeno accusato di rapina aggravata dal numero di persone e dalla violenza con cui lui e gli altri indagati - come recitano il capo di imputazione e l’ordinanza di custodia del giudice- avrebbero picchiato Pierluigi Tartari e si sarebbero impossessati delle sue tessere bancomat e di credito, usandole in diverse occasioni il giorno dopo la scomparsa dell’anziano, spendendo poco più di un migliaio di euro.
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Tartari, 73enne, è scomparso la notte di mercoledì 9 settembre e da allora non è ancora stato trovato nè vivo nè morto: nonostante le dichiarazioni ufficiose degli inquirenti sulla sospensione delle ricerche, ormai solo di un cadavere, il procuratore capo Bruno Cherchi - lo aveva riferito off-record ai cronisti - ha dichiarato che le ricerche di Tartari continueranno e come aggiunto dal questore, verranno realizzate con cani «pubblici», dell’unità cinofile della polizia, mentre finora erano stati usati solo cani di una agenzia privata di investigazioni.
Il legale del giovane romeno ora in carcere, l’avvocato Alberto Bova, ha annunciato ricorso al tribunale del riesame, sostenendo che non vi sono affato prove del suo coinvolgimento della rapina: il ragazzo arrestato viene chiamato in causa, perchè indossava ed aveva in casa scarpe sportive che sono state comprate all’Ipercoop Le Mura con le tessere bancarie di Tartari. Lui sostiene di averle ricevuto in regalo dal principale indiziato (irreperibile) e che non sapeva con quali soldi questo conoscente le avesse comprate. Ad inchiodarlo - per l’accusa - sono immagini del market, in un altro negozio d’articoli sportivi dove non hanno fatto acuisti con carte, dove lui è ritratto dietro ad altre due persone, i principali accusati (ricercati ed irreperibili) della rapina e scomparsa di Tartari.
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