Si aspetta ancora la nuova gestione della banca
27 maggio 2013. La Banca d’Italia decide di commissariare la Carife a poco meno di un mese dal rinnovo del nuovo consiglio di amministrazione. 30 luglio 2015. Dopo due anni, due mesi e tre giorni dal...
27 maggio 2013.
La Banca d’Italia decide di commissariare la Carife a poco meno di un mese dal rinnovo del nuovo consiglio di amministrazione.
30 luglio 2015.
Dopo due anni, due mesi e tre giorni dal commissariamento si svolge l’assemblea straordinaria dei soci nella quale si decide a larga maggioranza l’abbattimento del capitale sociale con una riduzione del valore dell’azione che passa da 5,16 ero a 0,27 euro. Di conseguenza si vara l’aumento di capitale sociale da 300 milioni mediante l’emissione di oltre 1 miliardo di nuove azioni riservato al Fondo interbancario per la tutela dei depositi. Vengono poi emessi gratuitamente warrant per i vecchi azionisti in ragione di 5 ogni azione che potranno essere convertiti in azioni Carife pagando 27 cent nel 2018. Sono poi stati modificati otto articoli dello statuto in modo da ridurre il nuovo Cda a 7-9 componenti e introdurre l’amministratore delegato.
4 settembre 2015.
Spunta l’ipotesi di una holding creata dal Fondo Interbancario per gestire il risanamento non solo della Carife, ma anche di Banche Marche e Banca Etruria.
17 settembre 2015.
Rinviato di altri due mesi l’insediamento del Fondo interbancario e la successiva ricapitalizzazione. Terza e ultima proroga bimensile per i commissari.
18 settembre 2015.
Manca ancora il via libera della Bce per varare l’aumento di capitale di 300 milioni del Fondo interbancario per iniziare l’operazione di salvataggio della Carife.
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