L’uso dei fanghi sostituisce i concimi
COMACCHIO. I fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue urbane sono da tempo utilizzati come fertilizzanti in agricoltura, considerato il loro buon contenuto di sostanze organiche...
COMACCHIO. I fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue urbane sono da tempo utilizzati come fertilizzanti in agricoltura, considerato il loro buon contenuto di sostanze organiche e di minerali come azoto, fosforo e potassio, indispensabili alla fertilità vegetale.
Il riutilizzo agronomico dei fanghi è una vali da soluzione al problema dello smaltimento ed è interessante per l’efficacia agronomica ed economica, in quanto sostituisce quasi completamente la concimazione chimica o altri tipi di concimazione organica.
L’utilizzo dei fanghi di depurazione quali fertilizzanti – benché sia considerato dalla Comunità europea l’impiego più rispettoso per l’ambiente per questo tipo di rifiuto - presenta alcune criticità, riconducibili alla possibile presenza in essi di composti organici nocivi, metalli pesanti e microrganismi patogeni.
A garanzia della qualità dei fanghi (per il loro successivo utilizzo) Arpa e le autorità competenti svolgono regolarmente controlli e analisi affinché i valori limite di questi composti potenzialmente tossici vengano rispettati.
In tempi recenti sono emerse nuove problematiche legate al mutato contesto nel quale i fanghi vengono prodotti: la diffusione delle attività produttive e la loro sempre maggiore “polverizzazione” all’interno del tessuto abitativo, assieme al maggiore uso di prodotti di sintesi nelle abitazioni, muta la composizione delle acque reflue convogliate ai depuratori. Ed è sempre Arpa che controlla costantemente che si proceda nella maniera più corretta.
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