La Nuova Ferrara

Ferrara

“Le carte rubate dopo averlo picchiato”

“Le carte rubate dopo averlo picchiato”

Tiene l’accusa, il giudice conferma il carcere per l’arrestato, inchiodato per “spregiudicatezza”

2 MINUTI DI LETTURA





Costantin Fiti, il giovane rumeno di 22 anni, arrestato da procura e polizia, resta in carcere. I suoi complici (concorrenti nel reato), almeno i due che compaiono nel capo di imputazione, non si trovano. Ieri mattina, al giudice Silvia Marini, Costantin ha tentato di spiegare che nel caso Tartari non c’entra nulla. Che le scarpe sportive che aveva addosso, comprate con la carte di credito di Tartari al negozio Deichman del Centro commerciale Le Mura, per 49.90 euro, erano un regalo, che non sapeva affatto che fossero state comprate con la carta dell’anziano scomparso e finito chissà dove. In realtà tutto questo il giovane lo ha detto, senza rispondere al giudice, perché all’interrogatorio in carcere si è avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando solo dichiarazioni spontanee. Alla fine il gip Marini ha convalidato l’arresto del giovane, soppesando i tanti indizi di polizia e procura e ha deciso che deve restare in carcere per l’accusa di rapina aggravata. Perché? Perché quelle scarpe che avrebbe dovuto nascondere invece di calzarle, e il fatto che nonostante due settimane di indagini lui non sia scappato, sono segnali di spregiudicatezza. La stessa con cui è stata messa a segno la rapina aggravata, dal numero di persone e dalla violenza con cui l'arrestato e gli altri indagati hanno picchiato Tartari e si sarebbero impossessati di tessera bancomat e carta di credito: poi usate in 8 occasioni, il giorno dopo la scomparsa dell'anziano, spendendo poco meno di un paio di migliaia di euro. Questo sul fronte della rapina. Mentre, su cosa sia successo dopo la rapina (il sequestro) e dove sia finito Tartari (ancora vivo o cadavere?) non c’e traccia negli atti processuali, almeno in questo momento.

Ad inchiodare - materialmente per l'accusa - il giovane romeno sono le immagini di un altro negozio d'articoli sportivi, Bruni Sport: qui lui e gli altri due indagati (che non si trovano) vengono ritratti mentre girano nel market, qui non fanno acquisti con carte, ma comprano scarpe da bambino in contanti. E lui Costantin, è lì dietro loro, principali accusati.

Il difensore del giovane, l'avvocato Alberto Bova, ha annunciato ricorso al riesame: sostiene che non vi sono affatto prove del suo coinvolgimento della rapina. E nemmeno nell’uso delle tessere di Tartari.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google