La Nuova Ferrara

Ferrara

Nuovi vertici tra conferme e sorprese

Nuovi vertici tra conferme e sorprese

Bossina ad, per la presidenza c’è Imbriani, economista del think tank di Salvini. Molto presente Intesa

1 MINUTI DI LETTURA





C’è una forte presenza Intesa San Paolo nella nuova governance studiata dal Fondo interbancario per Carife. Stando alle indiscrezioni del Messaggero, infatti, nella riunione di mercoledì è stata stilata la lista dei manager che occuperanno tutte le poltrone (meno una) del nuovo Cda ferrarese. Confermato, secondo questa fonte, il posto di amministratore delegato, quello più “pesante” in termini di poteri, per Bruno Bossina, tutt’ora dirigente del gruppo Intesa, reduce da una breve esperienza al Banco di Napoli (ex controllore di Commercio e Finanza, tra l’altro). Da rilevare la scelta del presidente, che secondo altre indiscrezioni giornalistiche, dovrebbe essere scelto dopo una sorta di concertazione con i soci locali. Ebbene, per questo ruolo di garanzia il Fondo avrebbe scelto Cesare Imbriani, attuale consigliere di Fideram, realtà sempre del gruppo Sanpaolo. Imbriani vanta un lungo curriculum accademico nelle più prestigiose università italiane, ed è membro del comitato scientifico della rivista Logos: L’Espresso l’ha indicata come il think tank di Matteo Salvini, il leader della Lega Nord, citando nello specifico lo stesso Imbriani.

Il terzo nominativo uscito dalla riunione del Fidt è Francesco Micheli, altro manager con il marchio Intesa, già stretto collaboratore di Corrado Passera, ora in Acea. È sicuramente il segno di come le banche più esposte nell’operazione-Carife intendano governarla, senza però anticipare necessariemente scenari futuri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google