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A Unifestival si svelano le scoperte di Drain Brain

A Unifestival si svelano le scoperte di Drain Brain

Il professore Zamboni sul progetto realizzato con Samantha Cristoforetti «In orbita il sangue scorre più lentamente nelle vene giugulari che sulla terra»

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La stazione orbitante è atterrata ieri mattina sul Listone. O meglio l’avventura di Samantha Cristoforetti, visti i suoi puntuali legami con Ferrara, è stata rievocata nell’ambito della prima giornata di Unifestival. Il chirurgo Paolo Zamboni, responsabile del progetto “Drain Brain”, ha parlato dell’esperimento che ha permesso di studiare gli effetti dell’assenza di gravità sulla circolazione sanguigna. Il tutto sulla base dell’ecodoppler cui si è autonomamente sottoposta nello Spazio la stessa astronauta italiana, teleguidata dalla Terra. «Finora su questa questione avevamo avuto scarsissime notizia – ha detto Zamboni – soprattutto per via dell’indisponibilità di tecnologia trasportabile nello Spazio. Per il futuro il nostro studio apre applicazioni importantissime nell’ambito della telemedicina. Si è scoperto che in orbita il sangue scorre più lentamente nelle vene giugulari e che il meccanismo del respiro è un potente attrattore, più che sulla Terra».

L’esperienza ferrarese è stata raccontata anche grazie a due brevi cortometraggi, realizzati dallo stesso Zamboni assieme a Mirko Tessari. Video che non tralasciano un momento negativo e problematico, ovvero l’esplosione del razzo, avvenuta pochi secondi dopo il lancio, che avrebbe dovuto portare i materiali alla Cristoforetti; un imprevisto poi superato, per fortuna. E allora non rimangono che gli splendidi ricordi: «E’ stato emozionante essere selezionati dalla Nasa e dall’Agenzia spaziale europea. Chi l’avrebbe mai detto?», ha aggiunto il chirurgo, professore all’Università di Ferrara. Presentati in piazza Trento Trieste anche altri componenti dello staff di “Drain Brain”, ovvero il fisico Francesco Sisini, la dottoressa di ricerca ed esperta in circolazione sanguigna Erica Menegatti e il project manager dell’esperimento Angelo Taibi, ovvero colui che si è recato materialmente a Houston, sede texana della Nasa, per portare le strumentazioni “top secret” che poi sono arrivate alla Cristoforetti. Presente anche Roberto Manfredini, direttore della Clinica medica di Unife. Tutti a disposizione delle domande e delle curiosità dei presenti, in maggioranza giovani studenti.

Fabio Terminali

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