La Nuova Ferrara

Ferrara

Al puzzle Carife manca il tassello locale

Al puzzle Carife manca il tassello locale

Non c’è il nome ferrarese che metta d’accordo tutti. Tagliani: i nuovi vertici? Benissimo, purché possano lavorare presto

2 MINUTI DI LETTURA





Sono cinque i nomi che circolano per il consiglio di amministrazione della nuova Carife, e considerato che provengono da fonti vicine al Fondo interbancario, il quale ha diritto a sei delle sette poltrone del board, gli interrogativi aumentano. C’è stato un difetto di comunicazione in uno snodo delle vie sotterranee che fanno arrivare a Ferrara brandelli di decisioni prese a Roma sul destino della banca? Manca per qualche motivo l’accordo sull’ultimo consigliere? O magari si è aperto uno spiraglio per concordare un nome tra il nuovo azionista di maggioranza, il Fitd appunto, e il vecchio “controllore”, cioè la Fondazione? Quest’ultima ipotesi, che sembra fatta apposta per inserire nel board Sergio Cesare Capatti, uomo di banca anche a livello nazionale ma considerato da alcuni inadatto a rappresentare tutte le istanze del territorio, rimane sullo sfondo ed è poco quotata. Resta il fatto che nei palazzi del potere ferrarese si è rimasti spiazzati dall’accelerazione impressa dal Fondo almeno sul fronte della lista per il Consiglio di amministrazione, visto che i segnali delle ultime settimane indicavano lo slittamento di almeno un paio di mesi dell’assemblea risolutiva. La sostanza è che la Fondazione ancora non ha pronto il nome in grado di mettere d’accordo tutti, e il “buco” più evidente nell’organico virtuale della nuova banca è oggi proprio quello ferrarese. L’attesa Bce, nel caso, era per le nomine di vertice.

Sono passati sotto la lente d’ingrandimento i nomi filtrati da Roma, che nel loro insieme suggeriscono una forte impronta Intesa San Paolo. Bisogna vedere come le banche del territorio consorziate al Fondo prenderanno la gestione in mano all’amministratore delegato in pectore, Bruno Bossina, attuale manager del colosso che controlla anche Carisbo. L’impegno in Logos, il think tank vicino al segretario leghista Matteo Salvini, non ha finora addensato interrogativi sul nominativo del presidente designato, il docente universitario Cesare Imbriani. «I nomi? Vanno benissimo, spero possano lavorare il prima possibile per la banca - è la prima reazione del sindaco Tiziano Tagliani - Mi pare un segnale positivo che il Fondo abbia designato i suoi rappresentanti». Nei giorni scorsi era stato proprio il sindaco a sollecitare una soluzione rapida per la banca.

Gli altri membri del Cda indicati dal Fitd sono Francesco Micheli, direttore generale Atac dopo una lunga esperienza managariale che lo portò vicino al vertice d’Intesa San Paolo; Antonella Malinconico, docente dell’università del Sannio e consigliera della piccola Banca Capasso Antonio; e Giuseppe Vidau, commercialista già membri di diversi Comitati di sorveglianza di istituti commissariati da Bankitalia.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google