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«L’ex comandante deve risarcire»

«L’ex comandante deve risarcire»

La Corte dei Conti condanna ex dirigente dei vigili del fuoco a pagare i danni al Ministero dell’Interno

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Da oltre nove anni il vigile del fuoco Marco Galan versa in stato di coma irreversibile, assistito dalla famiglia, per le irriducibili conseguenze di un infortunio sul lavoro avvenuto nella caserma di via Verga il 26 luglio 2006.

Per quel fatto il 15 luglio scorso la Corte dei Conti dell’Emilia Romagna ha condannato (l’atto è stato depositato il 15 settembre) l’ex comandante dei vigili del fuoco di Ferrara, Michele De Vincentis, a risarcire il Ministero dell’Interno. Quest’ultimo aveva liquidato la somma di 1.475.000 euro a favore del vigile del fuoco e dei suoi congiunti come effetto di una transazione sottoscritta nel 2013 e con la quale lo Stato ha riconosciuto i danni subiti da Galan nell’espletamento del servizio.

Proprio sugli effetti di quella sentenza è intervenuta ora la Corte dei Conti dopo aver ricevuto la richiesta della Procura contabile di attribuire una buona parte della responsabilità del danno erariale alla condotta dell’ex comandante, per le gravi carenze nell’applicazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro emerse nel corso del processo penale che ha condannato con sentenza definitiva, due anni fa, De Vincentis a due mesi di pena. L’ex comandante dovrà versare al ministero 368.750 euro (più relativa rivalutazione monetaria), un quarto dell’importo pagato dall’erario al vigile e ai familiari. La Procura aveva richiesto un contributo pari al 50% del costo, ma i giudici contabili hanno ulteriormente ridotto la somma della metà.

La Corte ha preso atto della sentenza penale definitiva a carico dell’ex comandante. De Vincentis è ritenuto «responsabile di lesioni colpose gravi e gravissime» subite da Galan, che stava sottoponendo a controllo periodico un cavo metallico collegato a due veicoli di servizio per mantenerlo in tensione e si trovava nel piazzale della caserma nei pressi dell’unico ingresso riservato ai veicoli. Era stato il Fiat Ducato di un corriere postale, entrato in caserma per una consegna, ad urtare contro la fune e a spostare uno dei due veicoli che poi aveva travolto Galan. Secondo la magistratura contabile il comandante della caserma non aveva «correttamente valutato nel Documento di Valutazione rischi i pericoli conseguenti all’utilizzo promiscuo del piazzale e delle vie d’ingresso alla caserma». Non era stata inoltre «predisposta idonea segnaletica che consentisse una suddivisione tra zone di lavoro e vie di transito per rendere sicura la circolazione» e non erano state adottate «le misure necessarie alla tutela del lavoratore» che avrebbero potuto, «secondo la comune esperienza, prevenire eventi che possano incidere sull’integrità fisica del lavoratore».

In pratica De Vincentis non ha «adeguatamente valutato, o ha colpevolmente sottovalutato, i rischi che potevano derivare dall’uso promiscuo del piazzale o del viale di accesso alla caserma tra il personale dipendente e gli estranei che potevano accedere all’interno dell’area». La riduzione dell’entità del risarcimento è legata alle deleghe che De Vincentis aveva attribuito in materia di sicurezza ad alcuni collaboratori e alla «velocità eccessiva» del furgone del corriere.

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