«Niente veleni nell’aria dell’asilo»
Via del Salice, i dati dell’Istituto di Sanità: non ci sono cvm e altre sostanze, concentrazioni non pericolose per tre composti
Arrivò sul posto anche il mago Casanova di “Striscia la notizia” per documentare la vicenda dell’asilo “dei veleni”, costruito nei pressi di una vecchia discarica. Ora si può dire, con ancora più certezze rispetto alle indagini ambientali effettuate tra il 2010 e il 2012, i cui esiti negativi diedero luce verde all’ingresso dei bambini: non ci sono rischi di salute per chi frequenta l’area del nido di via del Salice.
Ieri sono stati presentati i risultati della seconda fase condotta dall’Istituto Superiore di Sanità: diciotto mesi, dal maggio 2013 allo scorso novembre, in pratica tutti i giorni controlli sulla qualità dell’aria in 16 punti, 13 interni alla struttura e tre esterni.
«E’ stato giusto fare tutte le analisi del caso – osserva oggi il sindaco Tiziano Tagliani – perché in passato c’erano state delle preoccupazioni. Anche se, va detto, l’allarme non esiste più da quando l’asilo è stato aperto, nel 2013, con tutti i crismi delle autorizzazioni. Ora possiamo restituire risultati assolutamente tranquillizzanti a famiglie, insegnanti e residenti».
Circa 800 campioni di aria prelevati e analizzati per verificare l’eventuale presenza di composti organici volatili inquinanti, utilizzando strumenti come radielli, “personal pump” e “canister”. Ebbene, nessuna traccia del terribile cloruro di vinile monomero (Cvm) nei locali e nel giardino della scuole, così come di altri gas e sostanze nocive come clorometano, clorobenzene, tricloroetano, dicloroetano e cloruro di metilene. Alcuni composti (tra cui toluene, etilbenzene e xilene) sono presenti a basse concentrazioni e comunque saltuariamente, in particolare con i picchi registrati in concomitanza con attività di pulizia o di feste nell’asilo; in quantità tuttavia sempre «inferiori ai valori guida di qualità dell’aria outdoor/indoor suggeriti dall’Oms e alle concentrazioni di riferimento, ossia la stima dell’esposizione giornaliera della popolazione umana priva di effetti dannosi», precisa Eleonora Beccaloni (Iss) la quale aggiunge come si tratti di «tracce di inquinanti che sono presenti un po’ ovunque, anche nelle normali abitazioni». «Sono studi fatti in modo razionale e con piena dignità scientifica», sottolinea Aldo De Togni, epidemiologo nonché direttore dell’unità operativa Igiene pubblica dell’Asl. L’ipotesi è ripetere in futuro i monitoraggi, senza tuttavia la continuità di questi ultimi anni dopo le ultime rassicurazioni: «Valuteremo questa possibilità», dice l’assessore all’ambiente Caterina Ferri la quale anticipa che da lunedì i risultati delle analisi saranno pubblicati sul sito web comunale.
Ora la palla passa alle bonifiche nel quadrante Est della città, come noto caratterizzato da diverse discariche esaurite nei decenni passati: dopo un punto tra Comune, Asl e Arpa, la prossima settimana saranno resi noti gli esiti dei primi sei mesi di indagini su circa 4mila tonnellate di percolato estratte da sotto terra. L’obiettivo è arrivare a quota 10mila nell’aprile 2016.
Fabio Terminali
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