Case dei migranti, visite snobbate dall’opposizione
Ieri era in programma un giro aperto agli eletti in tre strutture per i profughi Gli assessori Sapigni e Ferri: il centrodestra evita i fatti, ama lo scontro ideologico
«Sì, è vero. Chi ci critica spesso ripete che noi pensiamo ai migranti e non agli italiani. In questa affermazione non c’è niente di vero. La Regione investe milioni di euro nell’assistenza alle fasce più deboli, agli anziani, alle famiglie bisognose, per gli asili. E il Comune fornisce i servizi. Nessuno, lo testimonia il livello di spesa, ha dimenticato gli italiani e i ferraresi», ripete l’assessore comunale ai servizi sociali Chiara Sapigni. La rivendicazione arriva alla fine del tour «aperto ai componenti della giunta e del consiglio comunale» che ha fatto sosta ieri mattina all’hub di Pontelagoscuro, centro di smistamento provinciale dei richiedenti asilo in via Amanti 34, e in due residenze gestite da cooperative: da Camelot, in via del Lavoro 40, e da Vivere Qui, che ha in carico un appartamento per i migranti in viale Cavour 51.
L’invito rivolto ai consiglieri comunali non ha trovato accoglienza tra quelli di opposizione. Nessun eletto del centrodestra, infatti, si è presentato alla visita guidata. «Ci dispiace per loro - ha dichiarato l’assessore Sapigni - Se fossero venuti avrebbero potuto capire e valutare in concreto cosa facciamo».
«Evidentemente - ha aggiunto l’assessore Caterina Ferri - c’è chi vuole continuare ad affrontare la questione senza conoscere i fatti ma in modo ideologico».
Sapigni e Ferri erano accompagnate dal sindaco Tiziano Tagliani, dagli assessori Luca Vaccari, Roberto Serra e Simone Merli, e da un drappello di consiglieri comunali della maggioranza, tra cui Luigi Vitellio, segretario del Pd, e Leonardo Fiorentini, indipendente di Sel. Ad accoglierli, il responsabile amministrativo dell’Asp, Fabrizio Samaritani, il direttore Asp Maurizio Pesci, la presidente Angela Alvisi e l’assistente sociale responsabile del servizio richiedenti asilo, Annalisa Berti.
L’assessore Sapigni ha fornito gli ultimi aggiornamenti sui flussi. A ieri nell’hub di Pontelagoscuro erano ospitati 65 migranti in stanze da 3-4 letti, tutti uomini; in giornata erano attese da Bologna due donne, che avrebbero trovato provvisoriamente sistemazione in albergo.
In provincia, oltre all’hub di Pontelagoscuro sono operative quasi 40 residenze dove soggiornano 625 profughi. Per il sindaco Tiziano Tagliani, che è anche presidente della Provincia, «l’azione della Prefettura ha consentito di trovare buone soluzioni sui territori». «Ma per i tempi brevi di preavviso non sempre riusciamo a reperire con la tempestività necessaria la sede di destinazione (utenze, contratti di locazione, etc.). Resta una situazione complessa», ha aggiunto Sapigni. «Nelle scorse settimane il flusso dei richiedenti asilo è stato molto veloce e ci ha messo in difficoltà - spiegava Samaritani - ora sta rallentando ma resta consistente». L’hub di Ponte è stato il primo attivato in regione, ha sottolineato l’assessore ai servizi sociali. Anche le due residenze gestite dalle coop, in via del Lavoro (11 ospiti) e in viale Cavour (14 ospiti), rispettano i parametri di affollamento fissati dal Comune, ha rimarcato.
In tutti e tre i centri visitati alcuni profughi, a rotazione, partecipano a progetti di volontariato: a Ponte con la parrocchia e il centro Ancescao; in via del Lavoro con Nuova Terra Viva; in viale Cavour, dove alcuni mesi fa si erano levate le proteste dei residenti, collaborando col condominio per le pulizie.
Il costo giornaliero di ogni richiedente asilo è di 35 euro al giorno, ha comunicato l’assessore Sapigni, 25 dei quali per servizi diretti (pasti, vestiario, mediazione linguistica, assistenza legale per le pratiche di immigrazione etc.) e 10 per altri costi (la diaria del migrante, contributi alle spese di uscita dalla struttura etc.). «Chi gestisce queste strutture - ha concluso - sostiene anche le relative spese, non esistono guadagni milionari».
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