Omicidio Tartari, il dramma del fratello: ormai me lo aspettavo
A Aguscello (Ferrara) la notizia irrompe con l’ennesimo choc. L’amico Bruno: oggi non parlo. Due vicine: speravamo che fosse stato rapito ma fosse ancora vivo, resta la paura
AGUSCELLO. «Non voglio parlare. Ormai era passato troppo tempo da quando Pierluigi era sparito da casa sua, lo immaginavo che sarebbe fatta così. Faccio soltanto un plauso alla polizia per il lavoro svolto da subito con il massimo impegno». Venerdì notte è caduta l’ultima speranza di ritrovare vivo il 73enne di Aguscello e per il fratello Marco ieri è stato un giorno di lutto. Come per l’amico Bruno Rambaldi, 85 anni, il vicino di casa che il 9 settembre scorso, l’ultima volta che Pierluigi fu visto vivo, attendeva la pizza che il 73enne gli aveva promesso per aver ricevuto un aiuto nei lavori di giardinaggio. Pizza che l’anziano trovato morto venerdì notte comperò, posò e lasciò nel frigorifero la sera stessa in cui sparì. «Ho avuto la notizia dal fratello, scusate non me la sento di dire nulla», ha risposto ieri Rambaldi ai giornalisti. In paese nessuno accetta l’ultimo sviluppo, il fatto che ha gettato tutti nello sconforto. «Sapevamo che poteva anche finire così - commentano Albertina e Antonella, due vicine di casa della famiglia Tartari - ma fino a stamattina si poteva ancora pensare che l’avessero rapito, che qualcuno lo tenesse rinchiuso ma fosse ancora vivo. Pierluigi era una persona tranquilla, non faceva male a una mosca. A lui hanno fatto qualcosa di imperdonabile. Speriamo solo che non abbia sofferto». Vittorina Galletti, che conosceva anche i genitori di Pierluigi e Marco Tartari, ripete quasi le stesse parole. Da quando è successo il fatto «la sera abbiamo paura anche a spostarci attorno a casa, qui le cose sono cambiate in peggio», aggiunge ancora Albertina. E Antonella ricorda che «il buio non aiuta. Abbiamo presentato due petizioni per le luci in via Ricciarelli, ma sono state collocate solo in alcuni punti». Nella frazione di Ferrara c’è chi non ha dimenticato «che da qualche tempo i ladri si infiltrano un po’ in tutte le proprietà». E chi lo dice quasi sottovoce: «Sotto il letto ho posato un fucile».
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