«Ora giocherai per sempre in paradiso»
San Giovanni, toccante ricordo di un compagno di squadra. Durante i funerali del sedicenne serrande abbassate per lutto
SAN GIOVANNI DI OSTELLATO. Chiusa in un dolore muto e composto, una folla numerosissima si è stretta ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di San Giovanni attorno al papà, ai parenti e agli amici di Federico Luciani, il sedicenne che si è tolto la vita lunedì notte. All’arrivo della bara i compagni di squadra della Juniores regionale della Portuense schierati su due file tra i banchi, hanno accolto in un ideale abbraccio il loro portiere, che d’ora in poi sarà «il dodicesimo giocatore in campo» – come ha detto commosso uno di loro, leggendo un toccante messaggio-. «Mi sento come un fiore a cui è stato strappato via un petalo – ha aggiunto il compagno della Portuense -, insieme avremmo fatto tanto e ce l’avremmo fatta a superare tutte le difficoltà. Non siamo riusciti a capirti, mentre dentro avevi già deciso di recidere quel fiore. Quando ci rivedremo – ha concluso mentre le lacrime rigavano i volti di tutti -, non dovrai fare il portiere, ma spalancare le tue braccia per accogliermi». A Federico la squadra, allenata da Massimo Travagli, che ha parlato di «un vuoto nello spogliatoio e tra gli amici», ha donato la maglia numero 1, «per giocare in cielo per sempre». Accanto a papà Salvatore, appuntato in congedo del nucleo operativo del Comando Compagnia carabinieri di Comacchio, alla sorella e al fratellino e ai parenti si sono uniti tutti, dai compagni delle classi terze C-B ed L dell’ITC “Bachelet” con insegnanti e la preside Paola Zardo, ai carabinieri, con in testa il comandante interinale tenente Andrea Coppi, agli amici delll’Asd Etrusca 2010, squadra in cui Federico aveva militato sino ad un anno fa, sino agli amici del bagno Mexico di Lido Nazioni, con i quali aveva trascorso l’estate. In tanti hanno assistito al funerale dal sagrato della chiesa, già stracolma prima dell’arrivo del feretro, mentre gli esercizi commerciali hanno abbassato le serrande in segno di lutto proclamato dal sindaco Andrea Marchi. «La scomparsa di un giovane di quell’età – ha dichiarato lo stesso primo cittadino – è un dolore che tocca profondamente. Qui ci conosciamo tutti, la nostra è una grande famiglia». Don Luciano Domeneghetti ha concelebrato i funerali con il suo predecessore don Andrè Nayeton e con il cappellano militare Giuseppe Grigolon. Tanti i messaggi di cordoglio degli amici, legati da un denominatore comune, «il sorriso contagioso, caldo come l’estate che se n’è appena andata via».
Katia Romagnoli
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