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Regione, via libera al restauro

di Gian Pietro Zerbini
Il sopralluogo ieri alla Certosa di tecnici e amministratori
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Il sopralluogo ieri alla Certosa di tecnici e amministratori

La Regione ha approvato il progetto, il cantiere parte da gennaio, ieri il sopralluogo tecnico

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di Gian Pietro Zerbini

Dopo quasi tre anni e mezzo dalle forti scosse di terremoto che hanno devastato molte strutture della Certosa cittadina, si accorciano i tempi per rivederla completamente riaperta. La Regione ha infatti approvato in questi giorni il progetto definitivo per il recupero del complesso certosino di via Borso ancora inagibile per circa l’8% della sua superficie. Ieri mattina c’è stato un sopralluogo tecnico tra i responsabili dell’assessorato ai Lavori Pubblici e dell’Amsefc, coordinati da Aldo Modonesi, che hanno fatto il punto della situazione.


«È una buona notizia - commenta l’assessore - e l’aspettavamo fiduciosi in quanto adesso si può fare subito la gara d’appalto in modo che a gennaio la Certosa si possa già accantierare. La Regione finanzierà il complesso lavoro con 988 mila euro, il rimanente, per arrivare ai due milioni, verrà coperto con i fondi assicurativi. Siamo in attesa anche per poter avere il definitivo via libera per il recupero completo di San Cristoforo visto che ci sono alcune crepa nelle navate che bisogna riprendere con urgenza oltre alle volte».


Durante il sopralluogo tecnico che si è svolto ieri alle 10 oltre all’assessore Modonesi c’erano gli architetti e i firmatari del progetto di recupero che ha ottenuto il placet regionale: Frasson, Codecà, Pigozzi, Guzzinati, oltre allo stato maggiore dell’Amsefc con Paramucchi, Lucci e Casadio.


«L’intervento - spiegano i progettisti - verrà diviso in sezioni all’interno della Certosa. I tempi tecnici per realizzarlo saranno di un anno e mezzo, poco più di 500 giorni. Nel primo anno: da gennaio 2016 a Natale è previsto il recupero delle aree del primo claustro.Nei successivi 6 mesi verranno risistemate le zone danneggiate del secondo grande claustro. La tempistica è riportata nella tabella qui sopra.


Si parte dalla tomba di Borso poi in senso orario si sistemeranno tutte le aree ancora inagibili del primo claustro. Gli interventi più complessi riguardano l’area Massari e il colonnato del prima claustro, che già non si trovavano in buone condizioni ancora prima del sisma. Addirittura nel dicembre 2009 si era verificato un crollo per fortuna senza conseguenze.


La Certosa spiegano i tecnici verrà riaperta a blocchi appena finiti gli interventi parziali. In totale il progetto prevede 11 blocchi di lavoro, 6 nel primo claustro e 5 nel secondo. È prevedibile che per la Commemorazione dei Defunti del 2016 buona parte del primo claustro sarà finalmente accessibile al pubblico, mentre si dovrà aspettare l’anno successivo per la completa riapertura.


Il 2017 dovrebbe essere anche l’anno decisivo per il definitivo recupero della chiesa di San Cristoforo alla Certosa, aperta al pubblico solo nella navata centrale. L’intervento complessivo ammonta a 1 milione e 200mila euro. La chiesa è di proprietà comunale.
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