Tassa soggiorno, il Comune dice sì
Vitali (Ascom): «Siamo contrari, è così che sosteniamo il turismo?»
COMACCHIO. L’annuncio del Comune d’introdurre la tassa di soggiorno scatena le reazioni di mezza Comacchio, imprenditoria e politica in prima battuta. Il comunicato municipale è chiaro: “Le strategie individuate al tavolo (svoltosi venerdì e al quale erano presenti il sindaco Marco Fabbri, i responsabili comunali del turismo, i rappresentanti delle associazioni di categoria tra cui il presidente dell’Ascom Gianfranco Vitali e il consigliere comunale di minoranza Davide Michetti; ndr) sono due: l’introduzione della tassa di soggiorno quale mezzo per poter implementare tutte le attività riguardanti la promozione turistica e l’organizzazione di eventi che altrimenti non potrebbero più essere sovvenzionati a causa dei tagli imposti dal Governo e alla impossibilità di accedere a contributi provinciali”.
La seconda strategia riguarda la classificazione (annoso problema mai risolto) degli appartamenti in affitto ai turisti.
Era scontato che l’attenzione degli interlocutori al tavolo cadesse sull’annuncio d’introdurre la tassa di soggiorno, e così puntualmente è stato. Una tassa tanto antipatica quanto impopolare, ma che i vertici del Comune giustificano adducendo come causa i tagli ai trasferimenti dallo Stato agli enti locali. Per il Comune l’operazione d’introdurre la tassa di soggiorno potrebbe nascondere addirittura un vantaggio non secondario: la tassa, infatti, andrebbe a colpire quasi esclusivamente chi non vota a Comacchio, cioè turisti provenienti da altre zone del Paese o addirittura dall’estero. Il grosso ostacolo che sindaco e giunta hanno di fronte appare, piuttosto, un altro: sta, cioè, nel convincere albergatori e titolari di altre strutture ricettive. Sindaco e giunta rischiano insomma di mettere il bastone tra le ruote ad un settore, il turismo, decisivo per questo territorio, creando un effetto depressione pericoloso proprio di questi tempi caratterizzati da segnali di ripresa. A questo va aggiunto che la tassa di soggiorno in Italia (oggi è applicata da 650 Comuni sugli 8mila complessivi: conti alla mano significa che viene utilizzata da 8 Comuni su 100!) ha un tetto massimo fissato a 5 euro per notte a persona, con l’eccezione di Roma che arriva a 7 euro. A Parigi, tanto per fare un esempio, non si va oltre 1 euro e 50 centesimi per notte. L’Ascom si è già messa di traverso: «È una tassa assurda - grida Gianfranco Vitali presidente di Ascom Comacchio - , è così che il Comune intende venire incontro ai turisti? I campeggi stanno preparando i listini da inviare agli operatori stranieri per la stagione 2016. Come faranno a fissare i costi con una spada di Damocle come la tassa di soggiorno?». Con un altro, gravoso problema: in Italia negli ultimi mesi sono in aumento i casi di evasione della tassa di soggiorno. Altro che facili rimedi. (m.puli.)
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