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«Attenzione alta, ma è un caso isolato»

di Gian Pietro Zerbini
«Attenzione alta, ma è un caso isolato»

Il prefetto Tortora: importante la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine per prevenire e battere il crimine

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Dottor Tortora. La tragica vicenda di Pierluigi Tartari ha scosso le coscienze dei ferraresi per l’efferatezza e la barbaria. Lei, in qualità di prefetto di Ferrara, che idea si è fatto?

«Intanto colgo l’occasione per rendere la mia personale solidarietà alla famiglia della vittime, che purtroppo sta vivendo un momento drammatico. Tutta questa vicenda è gravissima, non ci sono però elementi al momento che possano evidenziare una situazione criminale generalizzata. Non ci sono riscontri e gli inquirenti stanno lavorando per raccogliere tutti gli elementi per avere un quadro della situazione completo. In provincia ci sono degli ottimi investigatori, persone che sanno fare il loro mestiere. La popolazione può essere sicura di questo».

A proposito di popolazione ferrarese, c’è stata un buona sinergia tra la gente e gli inquirenti per la cattura dei responsabili.

«La strada per misurare la sicurezza del territorio è la stretta collaborazione tra i cittadini e le forze dell’ordine con il grande contributo delle segnalazioni. Quindi la via da intraprendere per prevenire i reati è quando i cittadini si rivolgono alle forze dell’ordine con fiducia e sono certo che le forze dell’ordine risponderanno al meglio a questa fiducia».

Da più parti si invocano pene più severe, soprattutto quando si verificano simili episodi. La gente si indigna nel vedere molti criminali scarcerati poco dopo aver commesso un reato. Cosa ne pensa?

«Non sono valutazioni che mi competono. Mi risulta che il Parlamento abbia approvato un disegno di legge che prevede un inasprimento delle pene per allarme sociale. Ripeto quello che mi sento di dire è di puntare alla collaborazione tra le forze dell’ordine e la società. Occorre collaborare al meglio, le risorse per contrastare il crimine ci sono».

Il dramma di Tartari ha fatto ulteriormente alzare l’asticella dell’allarme sociale in città. Dobbiamo preoccuparci per il futuro?

«Come dicevo prima, si è trattato di un episodio limite, non suffragato da analogie. Ci troviamo di fronte a una banda di balordi che non ha nemmeno quella professionalità delinquenziale che si verifica in altre circostanze e non dovrebbe averci ulteriori ripercussioni. I colpevoli sono stati individuati, due sono già in carcere e tra breve tutti saranno assicurati alla giustizia. Ciò non toglie che motivi di attenzione ci sono, l’asticella della vigilanza va mantenuta alta».

Gli investigatori hanno fatto un buon lavoro risolvendo un vero giallo rompicapo.

«Mi sono congratulato per gli ottimi risultati investigativi. Ho pregato il questore di estendere il compiacimento ai poliziotti che, lavorando giorno e notte, hanno assicurato i responsabili alla giustizia, grazie ad un’operazione eccellente».

Per concludere?

«Ci vuole tanta sinergia, migliorare i rapporti tra forze dell’ordine e la cittadinanza, se lavoriamo insieme riusciamo ad ottenere ottimi risultati. È questa la direzione giusta da prendere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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