Bus e proteste, raccolte centinaia di firme
Non si fermano i genitori dei ragazzi che viaggiano verso Ravenna: vogliamo condizioni umane
COMACCHIO. Non si fermano le mamme di Comacchio e frazioni e, penna alla mano, vanno avanti con la raccolta firme da presentare in Comune e quindi alla Tper chiedendo «condizioni più umane per i nostri ragazzi che ogni giorno prendono l’autobus per andare a scuola». La goccia che ha fatto traboccare il vaso, il guasto venerdì scorso del bus delle 6.15 che ha visto la rottura del serbatoio e la conseguente sosta forzata sulla statale Romea all’ingresso della città di Ravenna. I ragazzi a bordo, una trentina circa e per la maggior parte minorenni, sono dunque scesi ed hanno proseguito a piedi verso le scuole. «Una situazione inaccettabile - tuonano i genitori - I bus sono sempre pieni, i nostri figli viaggiano in piedi oppure quando va bene sugli scalini accanto all’autista. Le porte non si chiudono, le condizioni igieniche sono pessime. E il bello è che paghiamo, e anche tanto».
Dopo l’episodio di venerdì, la decisione di fare il possibile, «ma anche l’impossibile perché tanto si parla di sicurezza sulle strade e poco poi alla fine si fa». Fogli alla mano, si è dunque proceduto con la distribuzione della petizione in diversi negozi di tutto il territorio e le adesioni non sono certo mancate, tanto che il comitato “Basta stare in piedi Tper” presenterà le firme nelle sedi opportune. Le richieste? Almeno una corsa in più e senza costi aggiuntivi così da permettere ai ragazzi di sedersi o almeno respirare e lo spostamento degli orari dei bus delle 12.05 e delle 12.15 alle 13.05 e 13.15 così i ragazzi del liceo che escono per tre giorni alle 12.50 potranno usufruire di quelli lasciando la possibilità agli altri di prendere la corsa delle 14. «L’attenzione da parte nostra resta massina - dice il sindaco Marco Fabbri - Purtroppo ogni anno a inizio stagione scolastica i problemi sono tanti, sono convinto che Tper e Ami sapranno gestire la situazione».
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