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l’intervento

Ecco la riforma della scuola oltre le grida degli urlatori

di Maria Teresa Bertuzzi *

di Maria Teresa Bertuzzi * Giovanni, un anziano “compagno” mi ha chiesto: «dimmi un po', perché ogni volta che si prova a fare una riforma della scuola, che sia la destra o la sinistra, gli...

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di Maria Teresa Bertuzzi *

Giovanni, un anziano “compagno” mi ha chiesto: «dimmi un po', perché ogni volta che si prova a fare una riforma della scuola, che sia la destra o la sinistra, gli insegnanti protestano»?

Molti si fanno questa domanda. Non capiscono visto che tutti conosciamo i grandi problemi che affliggono la nostra scuola: siamo tra gli ultimi nelle graduatorie internazionali , 1 ragazzo su 5 abbandona la primaria mentre aumenta il lavoro nero e la microcriminalità minorile, 2 su 5 al diploma non arriva (e sono in aumento!), diffusa l'insoddisfazione di tanti studenti e la delusione di altrettante famiglie spesso sole di fronte all'insuccesso dei figli.

Tutti d'accordo anche sulle cause: mancano le risorse finanziarie, l'instabilità degli insegnanti, l'impossibilità di programmare oltre gli otto mesi, la discontinuità didattica , l'irrilevanza del merito, la rigidità dei curricoli, l'insufficienza del tempo scuola, le disuguaglianze tra alunni e tra istituti e tra territori.

Allora la politica, che ha la responsabilità di intervenire (e non si può dire che questo Governo sia stato fermo), partendo da una proposta (lo scorso settembre), avvia il confronto, condividendo i principi guida e su questi propone strumenti, azioni, misure. Accetta nuove proposte, modifica le proprie e il risultato finale che ne esce è sicuramente migliore, probabilmente migliorabile e per questo rinvia a momenti successivi verifiche e aggiustamenti.

Di tutto questo, per i più, che generalmente sono i non addetti ai lavori, ma sono poi la gran parte degli “utilizzatori finali”, la discussione sulla riforma della scuola è arrivata solo in minima parte e si è ridotta alla questione sicuramente importante (ma assolutamente riduttiva) dell'arruolamento e valutazione del personale. Ne sono state oscurate le finalità e i principali contenuti di merito. Gli unici spazi pubblici, per i non addetti ai lavori, al di fuori dei media, ove è possibile far riemergere ciò che è stato sepolto, sono le iniziative politiche nei circoli, nelle feste e nelle piazze, del Partito Democratico.

Qui, vogliamo raccontare agli studenti che non cambieranno più gli insegnanti ogni anno perché i Pof avranno durata triennale e così le dotazioni dei docenti dell'Istituto, che ogni scuola avrà a disposizione docenti per approfondire o integrare l'offerta formativa adattando gli insegnamenti ai loro bisogni e a quelli della scuola, che l'esperienza scuola-lavoro sarà per tutti, che il rapporto con il territorio diventerà parte del loro percorso, che potranno costruire curriculum personalizzati.

Vogliamo dire alle famiglie che la possibilità di aumentare il tempo scuola non sarà più riservata a pochi istituti sperimentali, che si investiranno 3 miliardi nell'edilizia scolastica, che la loro partecipazione sarà non più formale.

Vogliamo dire ai tanti docenti che finalmente si costruirà , insieme a loro e ai dirigenti scolastici, finalmente un sistema di riconoscimento del merito, a cui parteciperanno essi stessi e che prevede tappe intermedie di confronto e di verifica, che la formazione sarà parte del profilo professionale.

Vogliamo dire che stiamo costruendo una scuola all'altezza di questo tempo e vogliamo avere la libertà di farlo, anzi il diritto di farlo. È sbagliato ? Non credo, come non credo che dicesse sul serio chi ha stigmatizzato l'insensibilità del Partito democratico nell'insistere a voler parlare di merito. Non posso crederci.

Gli sparuti urlatori si rassegnino. Noi continueremo a fare le nostre iniziative, perché viviamo in un Paese civile e democratico. Un paese fatto di cittadini intelligenti, di buon senso, che sanno dove sta il giusto. Cittadini che permettono che il dibattito democratico possa ripartire senza che nessuno si debba sentire minacciato e tutti si possano sentire liberi di esprimersi.

* Senatrice Pd

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