«La mafia è reale Per spegnerla serve l’impegno di tutti»
Gian Carlo Caselli ha incontrato ieri studenti e cittadini «Grazie Cento, con queste iniziative non si dimentica»
CENTO. «Grazie Cento. Con queste iniziative, ricordiamo che la mafia non è una cosa astratta e lontana, di cui si devono occupare solo forze dell'ordine e magistratura. Ma è concreta e richiede l'impegno di tutti sul versante della legalità». Un'intera giornata a Cento, per parlare di giustizia, diritti costituzionali e legalità. L’ex magistrato Gian Carlo Caselli, cofondatore di Libera, ha incontrato ieri mattina gli studenti dell'Isit Bassi Burgatti, poi nel pomeriggio ha partecipato ad un aperitivo in piazza 21 Marzo al Penzale e in serata, nel Salone di Rappresentanza della Caricento all'incontro su “Giustizia e Costituzione”. Un’iniziativa organizzata dal Presidio di Libera del Centopievese, dall'Associazione per la Pace nel Centopievese (socio Libera) e dalla Sezione Alto Ferrarese del Wwf, in collaborazione con Comune di Cento e patrocinio dell'Unione Reno Galliera. Dal libro “Perché l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia” alle grandi inchieste giudiziarie, dalla nascita delle Brigate Rosse fino al rapporto con i pentiti di mafia, fino all'esperienza di procuratore a Palermo negli anni successivi all'assassinio di Falcone e Borsellino: tante le domande che i ragazzi dell'Isit hanno posto ieri al magistrato, che dal 1974, vive sotto scorta. Per professori e studenti, oltre un centinaio delle classi 4ª e 5ª nell'aula magna dell'istituto, una preziosa occasione per ascoltare una lezione di storia contemporanea. Poi la presentazione del video realizzato dai ragazzi dell'Isit che, nell’estate scorsa, hanno partecipato ad Estate Liberi, i campi di formazione organizzati da Libera sui terreni confiscati alle mafie, recandosi a luglio nella cooperativa Al di là dei sogni, a Maiano di Sessa Aurunca (Caserta). Soddisfatto della «bellissima esperienza coi ragazzi delle scuole, attenti e interessati fino all'ultimo», Caselli ha partecipato poi nel pomeriggio all'aperitivo a Penzale, in piazza 21 Marzo Giornata a ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafia.
Ad accogliere Caselli, una schiera di forze dell'ordine e il sindaco Piero Lodi che lo ha ringraziato: «Questo è luogo simbolo dedicato, assieme al Presidio di Libera, alle vittime di tutte le mafie, proprio per non dimenticare». Nella piazza dedicata alla Giornata della memoria, Caselli ha ricordato come il 21 marzo sia anche Giornata dell’impegno: «Quell’impegno - ha detto - che riguarda tutti noi, perché non ci siano più vittime. Al numero dei morti, corrisponde la potenza criminale mafiosa, che oggi è soprattutto economica: 150 miliardi di euro/anno, è il business delle mafie. Una ricchezza che ci viene rapinata. E più se ne recupera, grazie anche all'impegno di Libera e delle cooperative di giovani sui campi confiscati, più la legalità si afferma». Da questo, per Caselli, solo vantaggi per la civile convivenza: «Mano corruzione, evasione fiscale e illegalità mafiosa, più risorse e miglior qualità della vita dei giovani». E agli amministratori impegnati nella ricostruzione post sisma, un monito: «Prestate attenzione ai particolari, e di fronte al dubbio di infiltrazione, siate rigorosi».
Beatrice Barberini
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