Affitti studenteschi, il Comune di Ferrara s’impegna
Il vicesindaco Maisto risponde all’appello del rettore: prioritario tenerli bassi. L’Asppi: c’è già il contratto speciale
FERRARA. Gli affitti studenteschi vanno agevolati, e comunque gestiti meglio, per impedire che la spesa di 250 euro a posto letto non sia ripagata da servizi adeguati, se davvero si vuole trasformare Ferrara in una città universitaria. É questa la prima richiesta avanzata dal rettore Pasquale Nappi agli interlocutori locali, in sede di bilancio di Unifestival, la tre giorni in piazza dell’università. E il riferimento, tra le altre cose, alla futura Local tax chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale. «Siamo molto motivati a rendere più attrattiva possibile la città per gli studenti universitari - risponde Massimo Maisto, vicesindaco con delega alla città universitaria - Pure la nostra priorità, in accordo con il rettore, è tenere gli affitti bassi, ma non possiamo ad oggi promettere nulla al proposito della Local tax. Ancora non se ne conosce la struttura, non si sa, soprattutto, in che maniera interverrà sull’Imu seconda casa: dovesse essere previsto un aumento, è chiaro che i margini d’intervento a livello locale si amplierebbero. È materia di bilancio, lì stabiliremo le priorità. La costruzione del network sulla città universitaria ha comunque l’obiettivo di trasformare il buon rapporto tra istituzioni in servizi in favore degli studenti».
Gli interlocutori principali, in ogni caso, sono i proprietari di case da affittare, che da due anni e mezzo hanno peraltro a disposizione uno strumento specifico: il contratto per universitari depositato in Comune, che a fronte di una serie d’impegni precisi dei contraenti, consente una flessibilità molto particolare. «Si tratta di contratti collettivi che vengono siglati da uno o più studenti ma si possono recedere anche individualmente - ricorda Alberto Conti, presidente dell’Asppi, l’associazione dei piccoli proprietari - Questo a patto che chi lascia, trovi un rimpiazzo. È uno strumento abbastanza utilizzato, soprattutto da coop studio o associazioni di studenti, ma ha il limite di richiedere appartamenti di grandi dimensioni». Ecco perché molti proprietari tendono ad utilizzarlo anche per affittare una singola stanza ad un solo studente, con diritto di utilizzo della cucina e del bagno, «finora non ci sono state pronunce contrarie a questa prassi - ricorda Conti - e in ogni caso non solo i proprietari, ma anche gli studenti sono portati a richiederlo». Il contratto recepisce, con qualche adattamento, lo schema nazionale, e potrà essere eventualmente arricchito nel 2016, al tavolo triennale dei proprietari immobiliari, che dev’essere convocato dal Comune.
Sarebbero realmente utili degli sgravi fiscali? «Non siamo in grado di dirlo, la Local tax è ancora tutta da interpretare» conclude il presidente dell’Asppi: aspettativa basse, a occhio. (s.c.)
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