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È morto Pavarini, il Basaglia delle carceri

È morto Pavarini, il Basaglia delle carceri

«Quello che Franco Basaglia è stato per i manicomi, Massimo Pavarini lo è stato per le nostre carceri». È questo l’accostamento che Maria Baglioni - operatrice sociale per anni impegnata nell’area...

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«Quello che Franco Basaglia è stato per i manicomi, Massimo Pavarini lo è stato per le nostre carceri». È questo l’accostamento che Maria Baglioni - operatrice sociale per anni impegnata nell’area del disagio e sul fronte dei detenuti - fa per segnalare l’importanza che Pavarini ha avuto per sviluppare politiche e buone pratiche legate alla sicurezza, al reinserimento sociale dei detenuti, a progetti per migliorare le condizioni di vita nelle carceri. Alla sua scuola si sono formati molti operatori anche a Ferrara, dove il suo contributo data almeno dal 1986, anno in cui si tenne un importante seminario con la presenza anche di Nicolò Amato, all’epoca guidava Direzione generale degli istituti di prevenzione e pena.Ma il raggio d’azione e d’influenza di Pavarini è stato assai più vasto, regionale e nazionale. La sua competenza professionale e la sua indole - era una persona straordinariamente gentile e modesta - lo hanno apprezzare in ogni ambiente: accademico, politico e istituzionale. La cerimonia funebre avrà luogo oggi a Bologna alle 14.30 a Palazzo Malvezzi, sede di Giurisprudenza, in via Zamboni.

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