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Ferrara vuole un’Area vasta flessibile

Ferrara vuole un’Area vasta flessibile

Tagliani ribadisce il no a vincoli solo con Bologna, Modena o la Romagna. L’assessore Petitti lascia aperto uno spiraglio

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C'è un termine che ricorre sempre più spesso nella discussione sul riordino istituzionale e sull'Area vasta: flessibilità. Rispecchia l'auspicio di Tiziano Tagliani secondo il quale il territorio ferrarese, nel paesaggio post Provincia, non si deve legare con vincoli eccessivamente stringenti a una delle opzioni in campo: Bologna, Modena-Reggio, la Romagna.

«Qui viviamo questo passaggio di fase con una certa difficoltà - ammette il presidente della Provincia -. Con ciascuna della realtà limitrofe abbiamo dei legami. Il confronto ha poi un ostacolo di rango costituzionale, con la Città metropolitana di Bologna dai confini ben precisi e che non possono essere modificati. Una situazione di complessità che esige grande flessibilità».

Ecco la parola magica, nel groviglio tra legge Delrio che trasforma le Province in enti di secondo grado, riforma costituzionale promossa dal governo e leggi di stabilità che tagliano fondi. Nella direzione di Aree vaste basate più sulle funzioni che sui territori strettamente intesi va la legge regionale approvata a fine luglio, relatrice Marcella Zappaterra. E pure l'assessore Emma Petitti, nel corso di un incontro ieri in Castello, è sembrata aprire le porte al concetto caro dalle nostre parti: «Una certa flessibilità istituzionale sarà inevitabile, per poter valorizzare le peculiarità di ciascun territorio e rappresentarle in rapporto alla Città metropolitana. Ci saranno anche forme di premialità (leggi risorse finanziarie, ndr) per sostenere i processi migliori e il governo dovrà riconoscere gli sforzi delle Regioni che si stanno mettendo in gioco», sostiene l'assessore della giunta Bonaccini. Secondo la quale «l'agenda resta quella di una reale semplificazione e il mantenimento della qualità dei servizi». Nel frattempo, in tutto questo bailamme, è stata garantita la tenuta delle Province: «Abbiamo messo 28 milioni di euro - spiega la Petitti -. Circa 1.200 lavoratori diventeranno a breve dipendenti della Regione, pur continuando a lavorare sui territori. Entro fine ottobre poi ci sarà un accordo relativo alle polizie provinciali».

All'incontro, in cui è intervenuto anche l'assessore regionale Patrizio Bianchi, erano presenti numerosi sindaci e rappresentanti delle forze economiche e sociali. Tutti hanno dato merito a Tagliani di aver voluto con forza questo momento di approfondimento, che peraltro si annuncia come il primo di una serie.

Perché non mancano i nodi da sciogliere. Unindustria Ferrara nel 2017 si fonderà con Bologna e Modena e punta a replicare la formula a livello di Area vasta e governo locale. Altri guardano più verso la Romagna: «Le Camere di Commercio - osserva in modo critico il presidente degli industriali Riccardo Maiarelli - stanno procedendo con un orientamento differente (verso Ravenna, ndr) e la cosa è strana. Più in generale sulle Province si doveva mettere mano con più coraggio».

Fabio Terminali

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