Immigrati, l'appalto per i rifugiati torna alla Camelot (1 milione di euro per il 2016)
Ferrara, la gara è stata bandita e vinta dalla coop. L'assegnazione diretta del servizio era stata revocata dopo i rilievi dell'Autorità anti-corruzione comunicati a Palazzo municipale nella tarda primavera. La mancata diffusione dell'atto di revoca alla stampa aveva scatenato la reazione delle opposizioni che avevano chiesto le dimissioni dell'assessore comunale Chiara Sapigni.
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FERRARA. La cooperativa Camelot si aggiudica la gestione dei servizi Sprar destinati ai profughi. L'assegnazione diretta alla società ferrarese delle attività per l'accoglienza, tutela e integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) era stata revocata ad agosto, dopo i rilievi dell'Autorità Anti-Corruzione trasmessi a Palazzo municipale nella tarda primavera.
Il bando pubblico era stato allestito in tutta fretta a cavallo di ferragosto e questa mattina è stato assegnato dal Comune alla Cooperativa Camelot, la stessa a cui era stato revocato, per un importo complessivo finanziato dal Ministero dell'Interno per il 2016 - informa l'ente locale - di 1.093.261,76 (Iva inclusa se dovuta). Il Comune informa che la coop sociale di Ferrara è stata l'unica ad inviare la documentazione entro i termini fissati dal bando (ovvero le ore 12 del 29 settembre).
Lo scorso agosto la mancata comunicazione alla stampa della revoca dell'appalto a seguito delle osservazioni dell'Autorità Anti-corruzione aveva innescato una polemica pesantissima e le opposizioni avevano chiesto le dimissioni dell'assessore ai servizi sociali, Chiara Sapigni, poi difesa dal sindaco Tiziano Tagliani e confermata nell'incarico nel corso di una conferenza stampa dedicata al caso. L'Autorità anti-corruzione aveva sottolineato alcune carenze nell'assegnazione dei servizi, in particolare la mancanza di procedure che garantissero la concorrenza tra più società.
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