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La Cia chiede garanzie sul taglio di Imu e Irap

La Cia chiede garanzie sul taglio di Imu e Irap

La Confederazione italiana agricoltori si rivolge al Governo: basta propaganda Il presidente provinciale Calderoni: bisogna scongiurare l’arrivo di nuove tasse

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La promesse di cancellare Imu e Irap dai terreni agricoli, arrivate dal Governo Renzi, convincono, in parte, la Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) di Ferrara. Un giudizio che rimane comunque per il momento “sospeso”.

La Cia di Ferrara infatti attende una decisione definitiva e soprattutto auspica che non vengano poi aggiunte altre tasse per compensare le mancate entrate. Il taglio di Imu e Irap sui terreni rappresenterebbe per le aziende agricole una notevole riduzione del carico fiscale sulle imprese e potrebbe contribuire alla ripresa di un settore fortemente in crisi.

«Nel corso di questi anni – commenta Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara – abbiamo assistito all’eliminazioni di balzelli fiscali in maniera puramente propagandistica. Ai grandi annunci di risparmio fiscale è seguita l’introduzione di altre tasse che spesso hanno addirittura peggiorato la situazione reddituale delle aziende e delle persone. Per questo – continua Calderoni – non bisogna abbassare la guardia, non accontentarsi degli annunci ma controllare che l’eliminazione di Imu e Irap abbia le coperture necessarie e ad essa non seguano poi altri interventi fiscali o eliminazione di agevolazioni che sono già in essere».

Una situazione che Calderoni descrive con colore come «tipica condizione in cui una tassa esce dalla porta ed entra dalla finestra. Penso, in primo luogo, alla continua riduzione della quota di gasolio agricolo agevolato che per le aziende, soprattutto quando si trovano ad affrontare situazioni climatiche particolari come la siccità della scorsa estate, significa aumento dei costi di produzione».

Una cosa è comunque certa per il presidente provinciale «non c’è bisogno – ribadisce Calderoni – di grandi proclami, ma di atti concreti, di dialogo e di collaborazione per il rilancio del settore, un rilancio che deve partire dalle aziende ma che non può prescindere dalle decisioni sulla fiscalità e da una razionalizzazione dei conti pubblici. Quanti soldi sprecati che potrebbero essere, invece, investiti in un settore che in questi anni, nonostante la crisi, ha contribuito in questi anni di crisi all’occupazione, alla tenuta economica e sociale ed anche alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità».

Per il presidente provinciale «la nostra agricoltura, a partire da quella ferrarese, ha un grande potenziale di sviluppo ma occorrono investimenti e progetti seri di ristrutturazione che possono partire dai tagli e dalla revisione della fiscalità ma devono prevedere risorse concrete, impiegate in maniera strategica».

Quindi conclude Calderoni «non mi stancherò mai di dire che la parola d’ordine per il settore è pianificare il futuro, in maniera non speculativa ed “elettorale” ma seria e concreta, attraverso un dialogo costruttivo tra istituzioni e imprese».

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