Omicidio Tartari, la famiglia: «Tutta la verità sulla morte di Pigi»
I fratelli della vittima nominano unlegale: «Vogliamo essere parte attiva nelle fasi processuali, fin da lunedì prossimo con l’autopsia» Senza risposta la domanda inquietante: Pierluigi era ancora vivo quando è stato portato nel casolare?
Angoscia e dolore li hanno devastati, in queste settimane. Così anche il silenzio, la mancanza di notizie e quel «buco» ancora da riempire sulla vera verità sulla morte del loro caro, il fratello Pierluigi. Marco e Rita Tartari hanno scelto di entrare nell’inchiesta per l’omicidio di Pigi, il loro fratello. E in questo modo, a tutte le udienze e i processi - ad esempio, se lo vorranno - potranno guardare in faccia le persone che hanno ucciso Pierluigi. O che l’hanno lasciato morire. Abbandondandolo in un casolare, agonizzante.
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«La famiglia Tartari vuole avere parte attiva in questa vicenda e ha pertanto mi ha dato mandato come legale per assisterli in tutte le prossime fasi dell’indagine», spiega l’avvocato ferrarese nominato dai Tartari che si sta già muovendo, come vuole la procedura, per essere parte dell’inchiesta in vista di lunedì prossimo, quando verrà conferito l’incarico della perizia medico-legale alla dottoressa Maria Rosa Gaudio, tecnico della Medicina legale ferrarese. Sarà un momento importantissimo per l’inchiesta, per la quale «i familiari di Pierluigi Tartari - spiega il legale - manifestano la più ampia soddisfazione per l’operato e gli sforzi di procura e polizia».
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Parole nette che spiegano la volontà di affiancare gli inquirenti nel ruolo di «accusa privata» come è definita nei processi la parte civile che rappresenta le vittime dei reati: un modo per rafforzare l’azione degli inquirenti e contribuire a far luce su tutte le verità ancora nascoste sulla morte di Pierluigi Tartari.
Verrà inoltre, infatti, nominato un medico-legale che assisterà all’autopsia, per poter avere risposte all’interrogativo, inquietante, che attendono famiglia, gli stessi inquirenti e l’opinione pubblica sempre più rabbrividita dagli esiti dei primi atti: Pierluigi Tartari, dopo la rapina in casa ad Aguscello, dopo esser stato legato e imbavagliato e sequestrato con la sua auto a garanzia dei pin delle sue carte bancarie rubate, è stato abbandonato vivo o morto nel casolare in cui il suo cadavere è stato poi trovato oltre due settimane dopo?
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Questa la verità prioritaria che sta cercando la famiglia, e per averla, spiegano i tecnici della medicina-legale, occorrerà eseguire una perizia approfondita e specialistica, sulla base degli elementi biologici rimasti e dei parassiti presenti sul corpo, e così poter risalire con certezza al momento della morte e anche alle sue cause.
Il contributo della famiglia è ritenuto del tutto doveroso: «Siamo in perfetta sintonia con gli inquirenti - spiega il legale -, ci saremo da lunedì (primi atti dell’autopsia, ndr) e non vogliamo restar fuori». Per poter, in futuro, anche guardare in faccia gli «ignoranti fottuti» - come li ha chiamati Marco - che hanno ucciso suo fratello Pierluigi.
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