La Nuova Ferrara

Ferrara

«Le casse svuotate per interessi personali»

«Le casse svuotate per interessi personali»

Il fallimento, l’inchiesta e poi i processi. Il legale di parte civile: «Operazioni improvvide sui beni»

2 MINUTI DI LETTURA





Tre anni di inchiesta e nemmeno 2 per i processi e udienze e già un primo pezzo di verità. L’indagine di Guardia di finanza e procura era partita con molta determinazione ed è approdata ieri alla prima sentenza dopo un iter tutto sommato veloce, visto che il crac risale al 2011. E dopo il crac, ecco le imputazioni contestate dalla procura agli imputati di ieri: bancarotta fraudolenta che in questo caso è diventata distrattiva (aver fatto uscire capitali dalla Cmr verso altre inprese), dissipativa (aver venduto e svenduto il patrimonio) e preferenziale (per aver favorito alcuni creditori rispetto altri nel momento del dissesto). Per questi reati, suddivisi a vario titolo ai 12 imputati, ieri si è conclusa l’udienza preliminare mentre il processo partirà il 20 gennaio. Processo che vedrà prima tra tutti, in prima fila, la Cmr come parte civile, ossia il curatore fallimentare rappresentato dall’avvocato Eugenio Gallerani. Che ieri sintetizzava il buco Cmr in questo modo: «L’indagine ha messo in luce una serie di operazioni del tutto improvvide da parte di chi gestiva la coop, operazioni messe in atto anche a ridosso del concordato preventivo richiesto al tribunale e che poi decise per il fallimento». «In questi casi - spiega ancora Gallerani -, dobbiamo sottolineare che i dirigenti usavano la cooperativa per interessi personali trasferendo beni di Cmr a favore di altre imprese». Insomma, le casse di Cmr venivano svuotate per interessi personali, questa è l’accusa. Pronta la replica del legale del principale imputato, Lorenzo Valgimigli per Caravita: «Il processo è ancora apertissimo e necessita di valutazioni peritali sulle cessioni definite dall’accusa incongrue». Il legale si sofferma sul fatto che i prezzi di cessione dei beni Cmr, per l’accusa, sono stati ritenuti sottostimati (i presunti sperperi), ma non da periti terzi. «Posso anche dire - conclude Valgimigli - che i riferimenti a interessi personali sono del tutto infondati poichè non compaiono nei capi d’imputazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google