«Lei mi ha ringraziato ma ora vuole restare in disparte»
Marchetti (Nadya): ho parlato con la madre di Patrik. L’inchiesta vuole accertare il suo ruolo nella vicenda
«Mi ha detto di avere apprezzato le mie parole, ma per ora - credo di aver capito - preferisce stare un po’ in disparte». Roberto Marchetti, dell’associazione Nadya, si era rivolto ieri tramite la Nuova Ferrara alla madre di Patrik Ruszo, il diciannovenne arrestato con l’accusa di omicidio per la morte di Pierluigi Tartari, per lanciarle una promessa d’aiuto. Lei, badante, per quella vicenda ha perso la possibilità di poter liberamente incontrare il figlio (oggi in carcere) e non ha più il posto di lavoro (è stata licenziata dalla famiglia presso cui lavorava in una casa confinante con quella dell’anziano di Aguscello ritrovato senza vita venerdì notte in un casolare vicino a Fondo Reno). «Queste persone straniere, madri e figli, hanno bisogno di essere sostenuti - spiega Marchetti - Bisogna evitare i casi di grave emarginazione ed isolamento che potrebbero favorire delle deviazioni. L’integrazione potrebbe fare molto. Le condizioni in cui vivono queste famiglie, divise fra il loro Paese e il nostro, portano una parte di queste persone (a partire dai figli) a delinquere, ma non tutti finiscono per imboccare quella strada, anzi. Stiamo iniziando a lavorare su questo fronte proprio per offrire a queste persone una via d’uscita e una possibilità in più». La madre di Patrik Ruszo è una delle figure entrate nell’inchiesta sulla morte di Pierluigi Tartari. La donna non è indagata ma gli inquirenti stanno eseguendo accertamenti approfonditi sul ruolo che può avere avuto nella vicenda. La badante assisteva da alcuni anni una signora anziana che vive a fianco della proprietà dei Tartari e la cui abitazione è divisa da quella nella quale abitava Pierluigi da un muro e da una siepe divisoria.
L’8 settembre il figlio Patrik andò a bere un caffè proprio dalla madre. La sera del giorno successivo era nella casa di Tartari, dove assieme ad alcuni complici stava compiendo un furto. Tartari fu rapito e sparì. Lei udì rumori e voci dall’abitazione accanto (“Non ho nulla”, aveva sentito dire a Tartari) ma quella sera informò solo il suo compagno. La sera successiva la badante incontrò a cena proprio il figlio, che stava per partire per la Slovacchia. Fu lei stessa, forse colta da un dubbio inquietante, a telefonare in tarda serata alla figlia della padrona di casa dicendo di aver sentito rumori la sera prima provenienti dall’immobile confinante. La signora contattata allertò un amico dei Tartari, Bruno Rambaldi, che poi riferì la cosa al fratello di Pierluigi. Era l’11 settembre quando fu denunciata la scomparsa dell’ex elettricista, proprio grazie a una telefonata della badante. La procura e la Squadra mobile stanno cercando di scandagliare da tutti i punti di vista la posizione della donna, che fra l’altro conosceva anche Uber, considerato il “capo” della banda e tuttora irreperibile. È stata già sentita più volte come persona informata dei fatti.
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