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Ferrara, parte la rivoluzione della Riabilitazione

Stefano Ciervo
Ferrara, parte la rivoluzione della Riabilitazione

L'ospedale  San Giorgio trasloca entro primavera 2016: degenza e cure intensive a Cona, ambulatori all’ex Sant’Anna. Ieri il via libera

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FERRARA. La rivoluzione della Riabilitazione ospedaliera è cominciata. Ieri è stato siglato l’accordo per l’avvio dei lavori di sistemazione della parte del polo di Cona destinato ad ospitare day hospital, degenze e palestre dell’ospedale San Giorgio, mentre l’attività ambulatoriale di primo livello (la riabilitazione dopo operazioni al ginocchio, ad esempio) si sposterà alla casa della salute di corso Giovecca, l’ex Sant’Anna. L’intero San Giorgio, quindi, lascerà la Casa del pellegrino «verso la primavera inoltrata» è la previsione del direttore Nino Basaglia, che ha dato l’annuncio ieri mattina, alla presentazione del congresso di medicina riabilitativa, con Eugenio Di Ruscio, direttore sanitario del Sant’Anna, che al suo fianco assentiva vigorosamente.

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Gli scambi di battute tra i due hanno fatto trasparire le tensioni di una trattativa piena di spigoli: in questo trasloco non c’è solo in ballo il passaggio da una palazzina monofamiliare o quasi ad un maxi-condominio, ma anche l’autonomia funzionale del San Giorgio e in definitiva la sua capacità di mantenere intatte le caratteristiche di eccellenza in grado di attrarre pazienti da tutt’Italia. «Dovremmo avere un miglioramento della capacità operative del servizio, gli spazi non sono risicati e la qualità del lavoro sarà almeno sub-ottimale: diventerà ottimale se l’intero progetto, che è buono, sarà messo a punto in pieno» ha concesso Basaglia. «Sarà ottimale, non per niente abbiamo discusso parecchio» ha risposto Di Ruscio.

L’idea di base è riunire tutti i servizi riabilitativi del territorio in un unico luogo, il Sant’Anna appunto, garantendo una maggiore disponibilità di prestazioni anche per i pazienti ferraresi. Il nuovo San Giorgio troverà posto, nella sua parte intensiva, tra il piano terra e il primo piano dell’edificio dell’accoglienza (ingresso 1), dietro le scale mobili, dove c’è lo spazio vuoto della galleria commerciale, fino alla foresteria. «Saranno garantiti tre accessi, uno molto comodo per i disabili, saremo ben visibili e autonomi dal punto di vista operativo rispetto ai reparti per acuti, rispetto ai quali abbiamo esigenze molto diverse» ha sottolineato Basaglia. Nessun particolare, per ora, sull’organizzazione degli ambulatori all’ex Sant’Anna, che diventeranno il punto di riferimento di molti ferraresi.

E la Casa del Pellegrino? Il Sant’Anna fa capire che non è un problema suo, poiché l’intenzione è di liberarlo al più presto da tutti gli uffici presenti, al fine di risparmiare non solo l’affitto (circa 400mila euro l’anno) ma anche le spese di mantenimento. La proprietà dei muri è dell’Inail, sulla quale a partire dalla prossima primavera peserà l’onere di trovare nuovi affittuari, un’impresa che si preannuncia molto difficile in un quadrante cittadino che già comprende il fantasma del Palaspecchi.

 

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