Ferrara, affari di famiglia nel delitto di Aguscello
Omicidio Tartari. Da una parte la badante e il figlio Patrik, arrestato; dall’altra Uber, capobanda in fuga, fidanzato con una loro parente. L'Interpol vicina al ricercato
FERRARA. Spuntano sempre più affari di famiglia dietro l’omicidio di Pierluigi Tartari, visti i legami stretti tra i vari protagonisti.
Strane parentele. Da una parte la badante della casa attigua a quella di Tartari e il figlio Patrik Ruszo arrestato per la sua partecipazione alla rapina e omicidio (queste le accuse) e dall’altra parte Uber, il capo della banda di «balordi pericolosi» o «ignoranti fottuti», ricercato in Est Europa che guarda caso, da quanto si apprende, conosce bene la badante, aveva avuto una relazione con la cugina della donna.
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«Lui mi dà i soldi». E ancora, guarda caso, rappresentava lui stesso, per il giovane Patrick, una sorta di zio: «Sto con lui perchè mi dà i soldi», diceva Patrik a chi lo consigliava di prendere le distanze da quest’uomo di 51anni, originario della Croazia, di fatto vissuto in Slovacchia, il paese da dove vengono madre-badante e figlio, paese dove vive ancora la donna con cui Uber aveva avuto la relazione.
Uber è il nome ricorrente in tutti gli atti, o meglio il soprannome dell’uomo conosciuto in città dal popolo dei balordi, del quale il giovane Patrik era il braccio destro. Uber e Patrik erano scappati insieme dopo la rapina-omicidio di Tartari.
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Ancora in fuga, dove?. Il più giovane è tornato a Ferrara, Uber è ancora in fuga.
Dove? Tra l’Italia, la Slovacchia e oltre, ma potrebbe essere ovunque, anche se, ricercato dall’Interpol, avrebbe davvero i giorni contati poichè i poliziotti sono sempre più vicini a lui. La traccia sarebbe la famiglia della badante, non indagata ma «obbligata» a non lasciare l’Italia.
Lui era il «vicino». E’ proprio una girandola familiare quella dietro la morte di Pierluigi Tartari, che ha avuto - circostanza che sta emergendo sempre più - la sola colpa di essere il «vicino» della badante che lavorava- come ricordiamo - nella casa attigua a quella del pensionato, che la notte dell’aggressione-rapina (e omicidio) sentì rumori e voci ma li segnalò di fatto il giorno dopo, facendo scattare l’allarme solo il venerdì mattina, 36 ore dopo la scomparsa/morte di Tartari.
Badante non indagata. La donna, al momento, lo ha riferito lei stessa a legali e altri, non è indagata: non lo è formalmente, ma su di lei si stanno svolgendo indagini su indagini. Una su tutte indica la massima attenzione degli inquirenti sul suo conto.
Gli interrogatori di polizia. La polizia oltre a sentirla a lungo (interrogata anche se non è indagata), chiederle conto di circostanze e telefonate sospette - una giunta anche da Uber martedì scorso in cui voleva sapere di Patrik - ha svolto accertamenti nella casa dove la donna lavorava.
Nella casa di via Riccarelli.
Nella casa di via Ricciarelli la polizia ha cercato addirittura eventuali oggetti, refurtiva di altri colpi segnalati e denunciati nel Ferrarese. E, per fortuna, per lei e per questa storia sempre più agghiacciante, non hanno trovato nulla.
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