Come metto in riga l’America (a tavola)
Internazionale 2015 a Ferrara. Incontro con Alice Waters ispiratrice della nuova dietologia di Michelle Obama. Non le piace lo stand Usa all’Expo 2015
FERRARA. «Sapete che l’85% dei bambini americani non si siede a tavola con la propria famiglia?”. Così, nella prima mattinata del Festival di Internazionale, la settantunenne americana Alice Waters, proprietaria del rinomato ristorante “Chez Panisse”, fa riflettere il pubblico del Teatro Nuovo. La Waters, che ha addirittura influenzato l’alimentazione della Casa Bianca, ha raccontato le esperienze di vita che l’hanno portata alla scoperta del “gusto vero”. Dopo aver frequentato il college di Berkeley si è trasferita in Francia, dove, anziché continuare gli studi, si è dedicata a scoprire cosa significasse davvero “mangiare” andando per ristoranti. Nel ’71 ha aperto “Chez Panisse” a Berkeley, dove ha avuto la possibilità di affermare la passione per il cibo sano e fresco; la Waters in questo ristorante “alternativo”, non solo usa dei metodi anti-convenzionali per la preparazione e la ricerca dei cibi, ma il suo staff di 150 dipendenti è come una grande famiglia e tutti collaborano equamente per ottenere risultati di qualità.
«Volevo ricreare un ambiente familiare, dove fosse possibile lavorare ma al tempo stesso sedersi a tavola a bere una bottiglia di vino». Il suo locale è altresì conosciuto per la ricerca dei prodotti a km zero: ecco perché il menù del suo locale varia con l’avanzare delle stagioni. Il suo progetto non termina qui: infatti oltre a essere vicepresidente del movimento Slow Food, ha anche incentivato la realizzazione di piccoli orti all’interno dei giardini delle scuole primarie per educare i bambini a un’alimentazione più sostenibile, partendo dalla cura di questi, poiché, come ha potuto notare in prima persona avendo lavorato come insegnante, i bambini quando coltivano e producono i frutti del loro orto sono decisamente più incentivati a mangiarli e a goderne. Sottolinea a questo proposito l’importanza della cura non solo nei confronti dei prodotti destinati alla tavola ma anche e soprattutto del mangiare insieme alla propria famiglia; il convivio stimola infatti discussioni e confronti. Nel corso del suo intervento, gli studenti del Liceo Classico Ariosto e del Liceo Scientifico Roiti hanno avuto l’occasione di porle delle domande; è emerso in particolare il suo disappunto sul padiglione degli USA all’Expo di Milano, che nonostante denoti un particolare interesse del paese nei riguardi della sostenibilità, lascia inalterati i pregiudizi mondiali circa il consumo eccessivo di cibi da “fast food” non incentivando la produzione e il consumo di prodotti Bio.
Dagli interventi pacati della Waters, è impossibile non notare il suo amore per il “buon cibo”, non solo per quanto riguarda gli aspetti nutritivi, ma anche per ciò che deriva dal mangiar bene; infatti uno stile di vita basa su un’alimentazione equilibrata è per la Waters una filosofia di vita, il fondamento del suo pensiero, un modo per sentirsi bene. «Stavo solo cercando di connettermi e far connettere le persone tra loro in una maniera più profonda.- dice -Penso il cibo come qualcosa di rinfrescante che mi dà energia giorno dopo giorno», ed è con questo semplice pensiero che ha incantato gli spettatori; la Waters non era altro che una ragazza con un sogno “che non ha mai esitato nel perseguirlo”, e ora è una delle cento persone più influenti del mondo secondo il “Times”. Per una pura curiosità e un orgoglio tutti italiani, gli studenti hanno domandato che cosa ne pensasse del nostro cibo rinomato in tutto il mondo, e nonostante la pacatezza dei toni, ha ammesso un particolare amore per il cibo italiano e per la biodiversità presente nel nostro paese, cosa invece assente negli Usa.
Ludovica Ferrari
Martina Plazzi
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