Compravendite in crescita nel 2015 anche a Ferrara
Il +5,68% del comparto residenziale nel ferrarese è il dato migliore dal 2008 Martinelli (Ance): punto di svolta; congiuntura favorevole per vari fattori
Per la prima volta dopo otto anni tornano a crescere le compravendite degli immobili residenziali nella provincia di Ferrara. Nei primi sei mesi dell’anno nel ferrarese sono state 1.359 le operazioni effettuate, un dato che segna il punto di svolta per l’intero settore edilizio. Nello specifico: nei primi sei mesi del 2015 nella provincia di Ferrara le compravendite di immobili residenziali hanno subito una variazione positiva, rispetto allo stesso periodo del 2014 (1.286 operazioni), del 5,68%, terzo dato su scala regionale preceduto dal +6,49% dell’interland bolognese e dal +5,90% del ravennate. Analizzando lo storico del settore è evidente come nel ferrarese il dato del 2015 sia ancora molto distante rispetto a quello del 2008 (le compravendite toccavano quota 2600 e quindi il calo è del 48,62%) ma questo è il primo barlume positivo nella crisi più importante del settore dal dopoguerra.
«C’è una sommatoria, almeno per come leggiamo noi costruttori i dati - spiega il presidente dell’Ance Ferrara, Paolo Martinelli - di elementi positivi. Il più importante è l’aumento del numero di compravendite di immobili residenziali anche a Ferrara che era rimasta un po’ più indietro rispetto alla situazione regionale ma anche a quella nazionale». Infatti per quanto riguarda l’intera regione Emilia Romagna questo è il secondo anno di crescita: «Anche nel primo semestre del 2014 - ribadisce Martinelli - i dati erano positivi (rapportati allo stesso periodo del 2013, ndr) e quelli del 2015 confermano l’inversione di tendenza. Stessa cosa a livello nazionale». Se infatti le compravendite nel primo semestre del 2013 a livello regionale erano 16.418 (dato più basso dal 2008 ad oggi) nel 2014 sono aumentate fino alle 17.150, arrivando quest’anno alle 17.686, con un incremento del 3,12%.
All’aumento delle compravendite si aggiunge «l’incremento dei mutui erogati - sottolinea Martinelli - dalle banche per l’acquisto della prima casa. Qui abbiamo variazioni positive a doppia cifra che sono molto significative. Un altro fattore che è visto positivamente - continua il presidente - è la crescita di fiducia, rilevata dall’Istat, sia dei consumatori sia delle stesse imprese. quest’ultimo dato, oltre ad essere positivo nel suo complesso, per la prima volta in questa crisi coinvolge anche il settore delle costruzioni. Quindi c’è maggiore fiducia sia per vednere che per costruire».
Ai dati oggettivi che fanno ben sperare per un rilancio del settore edile, Martinelli aggiunge anche «l’annuncio più volte reiterato dal Governo Renzi sull’eliminazione prossima della tassazione sulla casa in particolare l’ Imu. Con questi fattori pensiamo che il prossimo futuro sia più roseo. Stiamo già assistendo a un’inversione di tendenza. Vediamo qualche spiraglio di luce in fondo al tunnel in questa crisi che per il nostro settore è stata la peggiore dal dopoguerra».
Andrea Perini
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