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Il museo archeologico diventa realtà

Il museo archeologico diventa realtà

Nell’ex Ospedale Infermi lavori finiti e allestimenti in corso. Il Comune lancia un sondaggio per logo e nome della struttura

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COMACCHIO. Dovrà racchiudere in sintesi la storia, la bellezza e l’identità di un territorio di radici millenarie, sorto e cresciuto sull’acqua. Queste sono le caratteristiche del logo e del nome del nuovo museo archeologico del territorio, promossi attraverso un concorso di idee, al quale tutti, cittadini e professionisti, possono concorrere sino al 26 ottobre prossimo, scaricando il bando dal sito comunale. «In questi ultimi due anni si è notevolmente accelerato il percorso, - ha commentato il sindaco Marco Fabbri- grazie ad uno sforzo congiunto con la Soprintendenza, con l’assessore Alice Carli, con il dirigente Cantagalli, con la funzionaria Laura Ruffoni, ma anche con il Comitato scientifico, che sta lavorando alacremente in sinergia con i progettisti che si sono aggiudicati gli allestimenti del nuovo museo archeologico. Siamo allo sprint finale». Dopo lo stop subìto durante il periodo di commissariamento, finalmente l’ex Ospedale settecentesco degli Infermi ha visto una rinascita con i lavori di ristrutturazione, che hanno interessato pareti, intonaci, impiantistica e sistema di prevenzione antincendio. Anche l’ingresso che si affaccia sulla via Buonafede, tornato al suo antico splendore neoclassico, sarà valorizzato con attività di accoglienza turistica al piano terra. Una volta individuato il logo ed il nome del nuovo museo attraverso un percorso partecipato, come ha sottolineato il dirigente alla Cultura e Turismo Roberto Cantagalli, partiranno i lavori di allestimento vero e proprio con quasi un migliaio di reperti archeologici in arrivo dai magazzini del Museo archeologico nazionale di Ferrara. Quattro saranno le sezioni, dall’età del bronzo all’alto Medioevo, che consentiranno al visitatore di ripercorrere millenni di storia del territorio. «Sono già stati appaltati i trasporti dei reperti – ha sottolineato Cantagalli - così come è già stata appaltata la comunicazione multimediale, relativa ai contenuti video e in 3 D, per renderlo un museo dinamico, interattivo, in grado di accompagnare il visitatore in un viaggio nel tempo». Una parte dei reperti necessita di restauro, tra questi anche la piroga ora custodita nella Sala Aceti della Manifattura dei Marinati e per il loro pieno recupero sono previsti lavori di ricomposizione, durante i quali saranno ammesse visite calendarizzate. «Ci siamo e attendiamo con trepidazione l’inaugurazione del nuovo museo, prevista per la fine del 2016 – ha aggiunto il sindaco – e per me, comacchiese, oltre che giovane amministratore è stata un’emozione indescrivibile vedere tutti quei tesori di Spina pronti a tornare a casa». Anche il carico della nave romana, tra i rari esempi al mondo di archeologia navale si trasferirà nel nuovo polo. Oltre al bando per la scelta del nome e del logo del nuovo museo, già aperto, a breve partirà anche quello per il reclutamento di persone disposte a riscoprire gli antichi mestieri, tra i quali quello del salinaro.

Katia Romagnoli

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