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Per il salvataggio Carife ci sono altri due mesi

Per il salvataggio Carife ci sono altri due mesi

Prorogato a fine novembre il commissariamento in attesa del sì della Bce Fioccano le ipotesi su coinvolgimento degli obbligazionisti e fusioni a tre

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Era un passo scontato, ma ora che è stato formalizzato diventa il primo passaggio del nuovo corso di Carife, tuttora in attesa di decollo. Ieri corso Giovecca ha reso noto, con uno stringato comunicato sul suo sito, la proroga «per un termine massimo di due mesi, con decorrenza 27 settembre 2015» della procedura di amministrazione straordinaria. I commissari Giovanni Capitanio e Antonio Blandini, quindi, resteranno fino agli ultimi giorni di novembre, quando si dovrebbe finalmente tenere l’assemblea straordinaria d’insediamento dei nuovi vertici nominati dal Fondo interbancario. La richiesta è arrivata dagli stessi commissari e ha ottenuto il parere favorevole del Comitato di sorveglianza, prima di essere deliberata da Bankitalia il 22 settembre.

Si spera che nel frattempo sia arrivato il sì della Bce al salvataggio, trainato dal Fondo con l’immissione da 300 milioni di euro (impossibile trovare conferma delle indiscrezioni sul coinvolgimento degli obbligazionisti subordinati per 50-70 milioni), atteso da settimane. Dalle parole di Riccardo Maiarelli (Fondazione) si è capito che molto dipende dal mancato recepimento almeno di parte delle normative europee, e se n’è avuto conferma due giorni fa, con l’avvio di una procedura d’infrazione europea, non tanto per la normativa del bail-in (i decreti legislativi del governo sono già esecutivi) ma per il mancato adeguamento dei tempi di rimborso.

In tutto questo continua lo stillicidio delle “rivelazioni” da Roma, sede del Fondo interbancario: l’ultima è targata Libero, che parla di fusione tra Carife, Banca Marche e Etruria, cioè le tre banche sotto tutela del Fitd. Il primo passo sarebbe la costituzione della holding per il controllo di tutti e tre gli istituti, per ricapitalizzare i quali servirebbero 1,5 miliardi di euro. (s.c.)

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