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Da Ferrara un applauso alle vittime di Medici senza frontiere

Da Ferrara un applauso alle vittime di Medici senza frontiere

Dopo la strage: «Siamo scioccati, anche perchè parlano di evento collaterale» E al dibattito sui migranti: «L’invasione non è in Europa ma Turchia e Libano»

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FERRARA. Un lungo applauso per le nove vittime del bombardamento a Kunduz, all’ospedale di Msf, ha introdotto il dibattito #Milionidipassi verso l'Europa. Loris De Filippi, di Medici Senza Frontiere ha ricordato che «è stato un bombardamento reiterato per svariati minuti, sono morti nove colleghi e siamo scioccati, ancor di più dal fatto che qualcuno dica che si è trattato di un evento collaterale».

Al dibattitto hanno dialogato, oltre De Filippi, Nando Sigona, sociologo dell'Università di Birmingham e Ben Doherty, giornalista del The Guardian. Ha moderato Riccardo Formigli ricordando che «il bombardamento è avvenuto in Afghanistan, paese non più teatro di guerra dove i migranti non possono ricevere lo status di rifugiato. Quanto accaduto merita una riflessione sulla distinzione tra migranti e rifugiati», sottolinea il conduttore, ricordando quanto sia sbagliato parlare di "invasioni" di migranti in Europa: tra i primi dieci paesi che accolgono rifugiati, infatti, nessuno è europeo.

La Turchia accoglie di più, e nove di questi stati sono più poveri di ogni paese europeo. In Libano ci sono 232 rifugiati su mille persone, la media europea è di 1,1 ogni mille. In Italia sono 1,5 rifugiati ogni mille, contro i 15 della Svezia. L'emergenza è tutta qui».

Veronica Capucci

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