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Daria e i luoghi dell’anima

Daria e i luoghi dell’anima

Bignardi ha presentato il suo ultimo “Santa degli Impossibili” con De Gregorio

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Ci sono luoghi che ci appartengono piú di altri, luoghi dell'anima come scriveva James Hillman recuperando il genius loci degli antichi e sembra che Ferrara per la fantasia degli scrittori sia uno di questi. L'appuntamento con il pubblico del Festival di Internazionale ha i tratti di una consuetudine attraverso cui Daria Bignardi, con toni eleganti e misurati, apre alla sua città il palcoscenico dell'editoria che frequenta i media con sicura dimestichezza.

Eppure Daria Bignardi scrittrice sa essere molto distante dai tempi televisivi, nutrendo la sua vis compositiva di una sottile e profonda essenza, la stessa di cui è costituita la trama di un romanzo dove realtà ed immaginazione si confondono in una magica commistione. L'alchimia si rinnova anche nell'ultima creazione letteraria in cui il titolo “Santa degli Impossibili” riassume l'archetipo femminile della vocazione nelle inquietudini contemporanee di una donna irrisolta in cerca di una dimensione che le appartenga veramente. Di questo hanno 2 dialogato ieri presso il cortile del Castello Estense per l'occasione gremito di un pubblico partecipe, Daria Bignardi e Concita De Gregorio, due protagoniste dell'attuale panorama culturale e televisivo di oggi: «Questo libro è come un distillato che ha avuto bisogno di tempo per nascere cosí perfetto» ha detto la giornalista e scrittrice De Gregorio sottolineando la declinazione al femminile della storia nell'affrontare alcuni temi «pescati dalla scatola nera» dell'esistenza. “Santa degli Impossibili” rappresenta in un certo senso uno “spin off” de “L'acustica perfetta” ha spiegato la stessa autrice nell'occasione del Festival di Internazionale, «nel settembre scorso ho scoperto una preghiera a Santa Rita che mi ha molto colpito per la sua potenza, e quindi documentandomi sul miracolo del volo magico ho capito cosa mancava a questo racconto». Mila soffre di un disagio molto sottile, non capito, che diventa malessere profondo in una vita apparentemente tranquilla, «il volo di Santa Rita riverbera in qualche modo qualcosa che succede alla protagonista in un percorso tormentato in cui emerge la presenza del corpo che con i suoi 3 dispetti si ribella alla mente» ha detto quindi Concita De Gregorio, «il corpo sa tutto mentre noi ci illudiamo di poterlo governare, e, secondo me, nel caso di questa giovane donna la sofferenza nasce dall'abbandono di un cammino» ha concluso l'autrice.

Valentina Bacilieri

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