Ultime risposte dall’autopsia Per inchiodare gli assassini
«Io guidavo solo l’auto, quando Uber e Fiti lo hanno preso per portarlo nel casolare e Tartari era ancor vivo», sostiene Patrik Ruszo, il giovane slovacco arrestato per omicidio e rapina che ha fatto...
«Io guidavo solo l’auto, quando Uber e Fiti lo hanno preso per portarlo nel casolare e Tartari era ancor vivo», sostiene Patrik Ruszo, il giovane slovacco arrestato per omicidio e rapina che ha fatto trovare il corpo dell’anziano, nel casolare abbandonato a Fondo Reno. Questa la confessione choc, che deve essere riscontrata dagli esami medico-legali. Perchè Patrik potrebbe sostenere che Tartati fosse ancora vivo e poi abbandonato agonizzante nel casolare, solo per sgravarsi da una responsabilità pressochè morale, poichè il concorso in omicidio, per lui, resta , eccome. Dal canto suo, l’altro giovane balordo arrestato, Costantin Fiti dice che Patrik si è inventato tutto, solo per alleggerire (assai di poco) la sua posizione. Mentre Uber, il maggior responsabile del’assalto diventata omicidio di Tartari, il 51enne croato/slovacco, conosciuto con questo soprannome, è ancora ricercato. In attesa del suo arresto, dato per imminente, domani mattina partono gli esami medico legali sul corpo di Tartari: l’autopsia che dovrà dare ultime risposte e riscontri a polizia e procura. E dire, anche, se Tartari era vivo o morto, prima di essere abbandonato nel casolare.
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