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Mesola, uccide la figlia e poi si spara

di Maurizio Barbieri
Mesola, uccide la figlia e poi si spara

Forse una crisi di coppia all’origine del fatto. Un parente ha scoperto i cadaveri

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MESOLA. Una tragedia, al momento inspiegabile, ha turbato la tranquilla comunità di Mesola. Due le vittime, padre e figlia, rispettivamente di 50 e 21 anni. Li hanno trovati senza vita all’interno della loro villetta a schiera, la terza dall’inizio della via Alfonso II d’Este, una zona residenziale di edificazione piuttosto recente, i vigili del fuoco dopo che un cugino si era recato nella casa dove vivevano con la moglie Zachya (49 anni e madre della ragazza) che attualmente si trova in Marocco, Paese dove sono nati i genitori.

Suonato ripetutamente il campanello e non avendo ricevuto risposta, l’uomo ha subito dato l’allarme. Tremenda la scena che si sono trovati di fronte i soccorritori. In una stanza giaceva senza vita il corpo del padre e in un’altra quello della figlia. Con ogni probabilità il padre della ragazza, Mohammed Amine, cinquantenne, nato a Casablanca in Marocco, in Italia a circa 25 anni, che lavora per conto della ditta di pesca con sede a Chioggia, ha dapprima sparato (probabilmente nella serata di domenica), un colpo d’arma da fuoco con una pistola calibro 22 regolarmente detenuta, al petto della figlia unica Ishrak, studentessa universitaria a Verona dove frequentava la facoltà di lingue estere (in precedenza aveva frequentato con profitto il liceo linguistico ad Adria) per poi spararsi un colpo in bocca.

Per quale motivo l’uomo ha deciso di porre fine alla sua esistenza e a quella della figlia alla quale era legatissimo? Un interrogativo che i carabinieri della stazione di Mesola, del nucleo operativo di Comacchio e del nucleo investigativo di Ferrara ed il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Ferrara, Giuseppe Tittaferrante, dovranno cercare di chiarire.

La famiglia era perfettamente integrata e questo lo si deduce ascoltando le testimonianze dei vicini con i quali la famiglia Amine andava d’accordo. Esclusi anche problemi di natura economica, all’origine del gesto potrebbe esserci un rapporto di coppia logoro che potesse sfociare anche in una separazione che Mohammed probabilmente non avrebbe mai accettato.

È chiaro che se ne potrà sapere di più quando la moglie, che da circa una ventina di giorni si trovava in Marocco per far visita agli anziani genitori e ai parenti, tornerà in Italia (doveva arrivare già nella serata di ieri con il volo di Air Arabia Maroc in partenza da Casablanca alle 19,25 con arrivo all’aeroporto Marco Polo di Venezia alle 23,30). C’è anche un altro particolare che non è certamente da sottovalutare. Pochi giorni fa appeso alla cancellata dall’abitazione era stato affisso un cartello con la scritta Vendesi.

Non c’erano i loghi di agenzie immobiliari e sembrava scritto in maniera artigianale. Quel cartello dopo qualche giorno era stato tolto. Per quale motivo era stato affisso? Perchè dopo qualche giorno è stato tolto? Interrogativi basilari per l’inchiesta. Verso le 16, dopo la fine dei rilievi operati dal medico legale Rosa Maria Gaudio i corpi sono stati rimossi e trasportati dall’impresa di onoranze funebri Aguiari all’istituto di medicina legale di Ferrara dove saranno sottoposti ad autopsia. I funerali delle due vittime verranno celebrati a Casablanca, città d’origine dei genitori (la ragazza invece era nata a Mesola).

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