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Ripartita la caccia nel Ferrarese tremila doppiette

di ANDREA PERINI
Ripartita la caccia nel Ferrarese tremila doppiette

Gianluigi Zucchi (Centro Atc): spari troppo vicini alle case? Severe norme impongono distanze precise da rispettare

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Dal 20 settembre scorso si è aperta ufficialmente la caccia generale e lo sarà fino al 31 gennaio 2016. In questo periodo cani e uomini escono in orari ben precisi, delimitati dal calendario venatorio, per cacciare «soprattutto lepri e fagiani», spiega il presidente da dieci anni dell’Ambito territoriale di caccia 1 (Atc) e di Centro servizi degli Atc da tre, Gianluigi Zucchi. È lui, ex dirigente agricolo, a raccontare alla Nuova Ferrara il mondo dell’attività venatoria. Partiamo dai numeri: «In tutto il territorio provinciale - dichiara Zucchi - abbiamo 3.193 cacciatori iscritti di cui 2007 della provincia di Ferrara, 753 della Regione e 433 provenienti da fuori. Il territorio è suddiviso in nove zone, chiamate Atc a cui ci si può iscrivere versando una quota compresa tra 80 e 250 euro. La spesa complessiva dell’Atc provinciale si aggira sui 500.000 euro: gestione del territorio, risarcimento danni e servizi a favore di cacciatori e agricoltori. Nel Ferrarese la caccia è regolata dal calendario venatorio provinciale che è più restrittivo di quello regionale».

Regole precise impongono limiti e severe restrizioni ai cacciatori. Di recente questo calendario è anche stato modificato: «Ci siamo accorti di alcune discrepanze - sottolinea Zucchi - e quindi abbiamo presentato una modifica alla provincia». Nonostante le dieci pagine che segnano i limiti e organizzano la caccia, la cronaca riporta spesso le lamentele di persone da tutto il territorio che denunciano gli spari troppo vicini alle abitazioni o, come nel caso di Rovereto di Ostellato, di una lapide “impallinata” per errore: «Il cacciatore non è che quando ha il permesso di andare a caccia - spiega Zucchi - può sparare dappertutto. Ci sono regole molto severe. I fucili non possono sparare oltre i cento metri di distanza. Come ulteriore limite è stato inserito il divieto di sparare in direzione di strade, abitazioni o luoghi di lavoro se la distanza dal cacciatore è inferiore a 150 metri. Quindi il “vicino” può essere anche a più di 200 metri. I cacciatori si muovono attraverso una serie infinita di regole che sono stilate apposta - continua il presidente - per tutelare il cittadino. Abbiamo chiuso zone in cui i limiti, anche se rispettati, erano troppo esigui: come terreni tra due strade, oppure vicino a piste ciclabili. I fucili sono scarichi quando il cacciatore passa in zone in cui è vietata la caccia. Questi episodi non rappresentano l’intera gestione».

La caccia infatti non è solo una passione. È soprattutto gestione del territorio: «Porto l’esempio dei coadiutori: ne abbiamo 800. Sono cacciatori autorizzati dalla provincia che catturano specie animali che minano la sicurezza stradale e idraulica: come volpi e nutrie. In un territorio con 8.000 chilometri di argini la nutria provoca danni gravissimi scavando tane da una parte all’altra dell’argine. Questo è un lavoro che i cacciatori svolgono per la collettività. Perché l’Atc è prima di tutto gestione del territorio e facciamo tanto per l’agricoltura e per l’ambiente».

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