«Adesso trovate chi lo ha ammazzato»
Fratelli e amici ieri dai carabinieri di Occhiobello per sapere come è morto il ragazzo
Arrivano con due auto e sono nove in tutto. Ci sono anche due dei tre fratelli di Happy Obode. Si fermano nel parcheggio della caserma dei carabinieri di Occhiobello a Santa Maria Maddalena e chiedono con l’ausilio di un nigeriano che parla molto bene l’italiano di poter conferire con il comandante per conoscere la verità sulla morte del giovane. I carabinieri fanno entrare i due fratelli più l’interprete mentre gli altri aspettano fuori.
«Non si può morire così - dice un amico del giovane - questa persona che lo ha investito doveva fermarsi, prestare e chiamare soccorso, invece non lo ha fatto lasciando un ragazzo di vent’anni a morire sanguinante sull’asfalto». Quando escono l’interprete fornisce in inglese al resto del gruppo le notizie avute dai carabinieri, che confermano l’investimento dovuto ad un’automobilista pirata.
«Siamo ancora molto scossi - diceva ieri Jacob Kelvin, portavoce dell’associazione “12nigeriana “ a cui fa capo la comunità etnica del paese africano a Ferrara. Il 10 ottobre abbiamo la ricorrenza dell’indipendenza della Nigeria con una celebrazione al centro di via Canapa. In quella occasione ricorderemo questo sfortunato ragazzo. I nigeriani di Ferrara sono tutti in lutto».
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