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parla l’amica di famiglia

«Chi poteva immaginarlo»

«Chi poteva immaginarlo»

I genitori grandi lavoratori, la ragazza una studentessa modello

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MESOLA. Annalisa è italiana, una giovane donna di Mesola, che da anni conosce la famiglia Amine, diventando amica di Zachya (la mamma e moglie delle vittime) e Ishrak (la giovane vittima), lei ha avuto, ieri i contatti più frequenti con l'amica, che si trova da tre settimane circa in Marocco a Casablanca ed è lei che racconta la vita di mamma e figlia e quanto è accaduto nella giornata di ieri.

«Conosco Zachya ed Ishrak da anni, cosi come Mohammed - ha ricordato la donna - una famiglia come tante altre, molto unita. Marito e moglie grandi lavoratori, presenti nella vita della comunità mesolana ed attaccati e vicini a quella islamica che nel Basso Ferrarese e nel vicino Polesine. Ishrak da un paio d'anni a questa parte viveva a Verona, dove studiava come corrispondente in lingue estere e nel frattempo, per non pesare troppo sul bilancio familiare, era impegnata come stagista in un'azienda veronese. Ishrak viveva a Verona, in un appartamento che condivideva con altre due coinquiline ed amiche. Rimaneva nella città scaligera dal lunedì al venerdì, il più delle volte tornava a Mesola per il fine settimana, la mamma la andava a prendere alla stazione ferroviaria di Rovigo, ma a volte Zachya si recava a Verona dalla figlia».

Poi Annalisa, dà un altro tiro alla sigaretta che sta fumando, scuote la testa e dice come tra se e se: «Chi poteva immaginare una cosa simile, l'ultimo accesso su wathsapp di Ishrak risale a sabato sera, ma domenica mattina i vicini l'hanno vista in cortile (e anche al Mercatone Uno con il padre ndr.) Mi ha telefonato mia sorella dicendomi che in paese si rincorrevano queste voci. Non riesco a credere a quel che è accaduto, Zachya non si riprenderà mai più da una tragedia simile, troppo grande per lei». (m.r.b.)

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