Porto Garibaldi, video di presunti maltrattamenti: denunciate
Due operatrici sociosanitarie inviano le immagini alla famiglia dell’ipotetica vittima per inguaiare altri colleghi
PORTO GARIBALDI. Volevano far ritenere che quella paziente venisse maltrattata da altri colleghi. Così due operatrici sociosanitarie hanno filmato quei presunti maltrattamenti e hanno inviato le immagini ai familiari della donna, accompagnandoli a lettere anonime.
Ma le due donne, rispettivamente di 33 e 42 anni, sono state individuate e denunciate, per concorso in interferenze illecite nella vita privata e molestie, dai carabinieri della stazione di Porto Garibaldi. La denuncia in ogni caso costituisce il primo tassello dell’indagine, che è ancora in corso: questo per comprendere i motivi che hanno portato le due donne ad agire in tal modo e se vi siano altre situazioni che riguardano loro o altre persone.
La vicenda si svolge tutta all’interno di una struttura sanitaria del Comacchiese, nella quale le due Oss lavorano: le due donne, da quanto hanno accertato con una attenta indagine i carabinieri di Porto Garibaldi, hanno filmato durante la notte quelli che volevano provare essere trattamenti ingiuriosi nei confronti di una paziente e l'eccessiva somministrazione di farmaci, da parte di altri operatori.
Realizzati i filmati, le due operatrici li hanno poi inviati - in forma anonima - ai familiari della degente,insieme a scritti altrettanto anonimi. Ma quando i familiari della paziente hanno ricevuto quel materiale hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri, consegnando loro filmati e lettere anonime, con i militari che hanno immediatemente iniziato a investigare su quanto stesse accadendo. Durante lo svolgimento delle indagini, le attenzioni dei militari si sono incentrate proprio sulle due operatrici. Informata dai carabinieri, l’autorità giudiziaria ha disposto che venisse svolta una perquisizione nelle abitazioni delle due donne.
Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno scoperto svariato materiale informatico, che sarebbe servito - sulla base degli accertamenti condotti - a realizzare quelle riprese all'interno della struttura che poi sono stati inviati alla famiglia della paziente. Tutto il materiale che è stato sequestrato dai militari.
E domenica i carabinieri, a conclusione di questa prima fase delle loro indagini, hanno denunciato la 33enne e la 42enne.
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